Manifesto del declino – conclusioni
Il ritorno e “de reditu suo”
18-20 aprile 2013, Montecitorio - Nell’unità di tempo e di luogo, in un corso fulmineo del tempo teatrale, l’azione teatrale si è risolta in unico atto e su una unica scena, quella di Montecitorio. Fuori Marini, fuori Prodi, fuori Bersani, fuori la Bindi, fuori Grillo, fuori Rodotà, fuori maschere e comparse: entra il coro. In un corso precipitoso di eventi, abbiamo assisto alla rinascita del canone tragico greco. Eravamo a Epidauro, Siracusa, Delfi, Delo, Olimpia, eravamo in un santuario a celebrare coralmente la forza irresistibile del fato. Fantastico. Fantastico nel senso che, come sempre, la realtà supera ogni possibile fantasia: una esperienza davvero indimenticabile. I padri uccidono i figli, i nemici si scoprono amici, gli Dei accecano e fanno impazzire chi resiste alla forza del destino e dovrà perdersi perché resiste al destino fissato dalle leggi imperscrutabili della natura umana. Tutto appare perduto e il tempio in rovina. Poi il miracolo atteso … applausi, scende il sipario.
i dossier
Dossier Storia & Storici
2011 - cronache del Belpaese - 2012 : alla ricetrca della ingovernabilità
Il Governo Monti (il 130° dall’Unità, il 61° dell’era repubblicana) è caduto rispettando la durata media dei governi: poco più di un anno e un mese. La legislatura XVI si è conclusa. Manca giusto un mese al voto. Lo spettacolo ha inizio e purtroppo siamo in prima fila. 200 liste elettorali, migliaia di candidati in fila, televisione per tutti e prima pagina per i più fortunati: leader vecchi e nuovi, noti e ignoti. C’è posto per tutti. Questa campagna elettorale, forse la più triste della storia repubblicana, ha già fissato il suo tema dominate: i cittadini vogliono pagare le tasse? Al Repubblica deve rimanere in Europa? Sarà possibile celebrare le nozze gay? IMU sì, IMU, no. Redditometro sì o no. Chi a rubato di più? Chi davvero ha fatto pulizia nelle liste? I nomi che circolano sono sempre gli stessi, la teoria unificata del potere che tiene insieme tutta la classe dirigente è consolidata, appartiene alla storia del Belpaese e fa la struttura del suo “sistema”: è la celebrazione della instabilità e della ingovernabilità come ragione di immobilismo e di occupazione del potere. A guardarsi indietro, a fare la cronaca di questo 2012 ci si perde e le date sono già scomparse nell’esperienza e nella memoria. Facciamo un po’ di storia: alcuni ricordi, alcuni frantumi.
del Belpaese
Manifesto del declino - 2013
Roberto Moro
Lo spettacolo è quello di un Paese bloccato, immobile, rassegnato, ripiegato su se stesso che non riesce a trovare la forza per reagire alla malattia, assistito da un nugolo di medici scarsamente dotati, nella migliore delle ipotesi, o interessati a che la malattia si protragga per continuare ad esercitare il proprio controllo sul malato, in quella peggiore. I medici sono la metafora della nostra classe dirigente generale, di quella classe che, come dice il nome, dovrebbe avere il compito ed il dovere di dirigere il Paese e avere cura del benessere dei suoi cittadini. Di quella classe che dovrebbe affrontare e risolvere i problemi, indicare la mèta, mettere a punto il progetto ed impegnarsi a realizzarlo, coinvolgendo i cittadini di ogni ordine e grado. Una classe dirigente che dovrebbe produrre buoni esempi e buone idee e farsi carico delle esigenze e dei bisogni generali e soprattutto di rappresentare nel migliore dei modi il Paese nel proscenio internazionale e che lo sta consegnando alla criminalità organizzata e al declino civile. Per farci un’idea del Belpaese e del suo declino divenuto ormai un luogo comune.
del Belpaese
Manifesto del declino febbraio-marzo
No: il Paese è davvero fottuto
Quale governo, quale maggioranza affronterà l’anno mirabilis 2013 che è appena cominciato sotto sinistri auspici? Siamo poi così sicuri che non verremo alle mani, che bastino le organizzazioni criminali e le reti di potere in essere per garantire un minimo di socialità e di sicurezza? Può la violenza di Grillo e di Berlusconi contenere e assorbire altre violenze? E questa violenza, questa invocazione verso un potere assoluto intollerante di ogni controllo, chi difende davvero e chi rappresenta? Che futuro si attendono e ci offrono questi falliti oltre i confini del loro fallimento?
del Belpaese
Silvana Patriarca
La costruzione del carattere nazionale
Mancava, nel panorama storiografico italiano, un libro che ripercorresse con puntualità la complessa vicenda delle auto-rappresentazioni degli italiani e del discorso sul "carattere nazionale". In "Italianità" Silvana Patriarca, professoressa di Storia europea contemporanea alla Fordham University di New York, conduce il lettore attraverso due secoli di giudizi sprezzanti e auto-assoluzioni, anatemi ed esaltazioni, stereotipi e generalizzazioni, miti guerrieri e miti mammoni, servendosi di opere letterarie, articoli giornalistici, saggi politici e film che hanno diffuso le immagini più diverse sull'indole, sulla natura, sulle disposizioni caratteriali degli italiani. Viene documentato il peso notevole esercitato sugli intellettuali italiani dallo sguardo degli stranieri, ora detestati per i loro ingenerosi attacchi, ora presi a modello da imitare per diventar Paese moderno e civile; e si scoprono i sentimenti ambivalenti di molti scrittori, pubblicisti e politici italiani, oscillanti fra la rivendicazione di primati, fino alle punte ridicole della propaganda nazionalista, e la denigrazione senza appello della mollezza, dell'ignavia e della doppiezza dei loro connazionali.
fare storia
Maurizio Viroli
I consigli di Machiavelli al cittadino elettore
Scegliere il principe, l’ultimo succoso libello di Maurizio Viroli, uno dei nostri più brillanti e noti teorici della politica, si propone una utilità pratica immediata: insegnare ai cittadini come scegliere responsabilmente un buon principe nella fiera selvaggia della politica italiana, un vespaio di ciarlatani, furfanti e imbroglioni, tra imbonitori di ogni cosa, venditori di fumo, cianfrusaglie e rottami, mercanti esotici e pifferai magici, guidati, per evitar le tagliole, in questo labirinto di inganni e frode, dai suggerimenti di un consigliere d’eccezione, il migliore sulla piazza, Niccolò Machiavelli. Tuttavia il succinto volumetto è molto di più che un semplice e pratico vademecum, un prontuario, pronto uso, per il voto. I suoi XVIII capitoli sono in realtà dei precetti per formare il buon cittadino -senza il quale di buoni principi non c’è l’ombra, e la cui presenza è essenziale garanzia contro le ombre lunghe di principi corrotti e di tiranni-, per educare gli uomini al vivere libero e alla virtù repubblicana. Un catechismo laico per imparare il difficile e faticoso ma quanto nobile, antico e alto mestiere di cittadino.
del futuro
racconto - Rmius Botero
Nilano 23 luglio 2039
Dopo il successo mondiale dell’EXPO 2015, Milano ha conquistato definitivamente il primato di città del lusso, della moda, del gusto e del design. È un faro di civiltà che illumina il mondo. Alberini, la sua città la conosce bene, la ama profondamente e sa metterla a profitto in tutto il suo splendore; la vive davvero e ci aiuta a conoscerla.



Iscriviti alla mailing-list
