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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
Davide Carlucci - Giuseppe Caruso
a Milano comanda la 'Ndrangheta
La borghesia del Nord riuscirà a contrastarla?
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La penetrazione della criminalità organizzata nel santuario del nord è un tema non solo di studio, ma di continua denuncia. Dalla geografia ricostruita in questo libro-inchiesta emerge un vivere quotidiano che non sembra più in grado di contrastare un tessuto di illegalità divenuto corazza. Il viaggio ne cuore della regione che assicura il più alto contributo alla ricchezza del Paese si conclude conclude con una sconsolante domanda: La borghesia settentrionale farà resistenza o si accorderà come sempre? Benvenuti nel principale mercato italiano della cocaina, con i suoi 120.000 consumatori (25.000 abituali, dati ASL città di Milano, 2006), senza considerare gli studenti universitari fuori sede e le decine di migliaia di persone che arrivano a Milano per passare una serata nel fine settimana. È il mondo dorato delle discoteche vippaiole frequentate da calciatori, tronisti, geometri della Bergamasca, eredi di imperi della moda, prostitute di lusso.
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[scheda antologica a cura di Attilio Mangano]

 

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Messa in scena: la capitale europea delle cocaina - Colletti bianchi, affari d’oro - “Andar per Mafia”- Verso Milano - Svuotare il mare in un secchiello

 

 



Messa in scena: la capitale europea delle cocaina


[…] Benvenuti nel principale mercato italiano della cocaina, con i suoi 120.000 consumatori (25.000 abituali, dati ASL città di Milano, 2006), senza considerare gli studenti universitari fuori sede e le decine di migliaia di persone che arrivano a Milano per passare una serata nel fine settimana. È il mondo dorato delle discoteche vippaiole frequentate da calciatori, tronisti, geometri della Bergamasca, eredi di imperi della moda, prostitute di lusso. Quel mondo che affiora qua e là negli atti del processo « vallettopoli » istruito dal pm Frank Di Maio sui presunti ricatti del fotografo Fabrizio Corona, dove i figli della buona Milano riempiono i prive di languide veline sudamericane alle quali poi, nel cesso, dispensano generosi tiri di bamba. Qualcuno ha addirittura definito il capoluogo lombardo come la capitale europea della cocaina. E il caso di Silvio Garattini, direttore del centro farmacologico Mario Negri, che in un'intervista a Piero Colaprico de La Repubblica, nel settembre del 2008, spiega: «Abbiamo analizzato le acque che passano dal depuratore di Nosedo (sud-est di Milano, ndr) e i nostri lavori del 2006 e del 2007 indicano che ogni giorno in città si consumano circa diecimila dosi di cocaina. Ma queste dosi nel weekend salgono a quindiimila. Abbiamo fatto analoghe analisi a Lugano e Londra. Bene, Milano è la città dove, in percentuale al numero degli abitanti, il consumo è più alto ». (p.12)

 

Colletti bianchi, affari d’oro

Senza di loro, la 'Ndrangheta non potrebbe aumentare in modo esponenziale i propri guadagni. Senza di loro, gli investigatori farebbero molto meno fatica a rintracciare i capitali di provenienza illecita. Senza di loro, non sarebbero foderati di cocaina gli arredi delle boutique del centro, la figlia del boss non avrebbe la partita Iva, il sangue dei morti ammazzati non si confonderebbe con i flussi di denaro che alimentano le speculazioni finanziarie. Senza di loro, l'economia sarebbe forse un gioco ugualmente spietato, ma non vincerebbe così spesso chi sotto il tavolo nasconde una pistola.
Sono commercialisti, funzionari di banca, avvocati. Sono i cosiddetti colletti bianchi, un esercito invisibile e silenzioso che fornisce il lubrificante indispensabile affinché la macchina malavitosa possa procedere a pieno ritmo.
Spesso si tratta di uomini colti, ma nella loro vita è un semplice dettaglio, se paragonato ai tanti soldi che i contatti ravvicinati con la criminalità organizzata possono portare. (pag.142)

 

“Andar per Mfia”

Ora il patrimonio immobiliare della Mafia è ricchezza consolidata, distribuita così capillarmente nelle ricche province lombarde che si potrebbe immaginare un itinerario turistico tematico, come quelli che organizzano di solito le province o le comunità montane. Ecco qualche suggerimento per chi in Lombardia volesse « andar per Mafia ».
Si potrebbe partire dal Lecchese, da Galbiate. E un paese grazioso in riva al lago, frequentato fin dai primi del Novecento da turisti d'elite come lo scrittore americano Francis Scott Fitzgerald, l'autore de II grande Gastby. Qualche decennio dopo, tra gli ulivi di Galbiate è arrivato Franco Coco Trovato, l'ex muratore che ora sconta ergastoli, con la sua villa da borghesia malavitosa. Adesso, però, dove lui teneva custodita la sua fiammeggiante Ferrari, c'è la palestra in cui fanno fisioterapia gli anziani di un centro diurno gestito da una cooperativa vicina alla Caritas.
Da Lecco si prosegue per Senago, dove soggiornò in vari appartamenti il Nirta Giuseppe da Locri. E poi Mel-zo, dove alloggiava nella sua sontuosa villa il campano Eugenio Zippo, per finire con Pregnana Milanese, dove si potrebbero ammirare i venticinque appartamenti sequestrati a Costantino Mangeruca.
Quindi una puntata a Segrate, per ammirare la villa con piscina di cui disponeva il boss pugliese Elio Pellegrino, a due passi dalla Mondadori, dagli studi Mediaset e dall'Idroscalo. Elio Pellegrino fu arrestato a Milano nel 1999 insieme ad altri sessanta trafficanti, tra i quali Pasquale Centore, ex sindaco democristiano di San Nicola La Strada, un paesino in provincia di Caserta. Pellegrino è stato condannato a sedici anni di carcere con rito abbreviato, perdendo tutto quello che aveva messo da parte grazie alla cocaina: oltre alla villa di Segrate, quattro conti correnti e titoli per un valore totale di 3 milioni di euro. (pag. 178)

 

Verso Milano

Ma proseguiamo il tour e puntiamo verso Milano. Al numero 4 di via Ulisse Salis, dove ora sta sorgendo la nuova sede del corpo forestale dello Stato, c'erano i capannoni industriali sequestrati ad Antonino Carollo, un altro della «Duomo connection». Nel 1992, nell'inchiesta lasciata a metà da Falcone e portata alla conclusione da Ilda Boccassini, il geometra Toni Carollo è condannato a ve sette anni di carcere: sarebbe lui il capo dell'organizza: ne che trafficava droga a Milano e ripuliva i soldi in ne di Cosa nostra, contando su grandi complicità istituzic li. Come quelle tra l'ingegnere massone Gaetano Not condannato a ventun anni, e il Partito socialista: sono il stati a lui i terreni confiscati, e tuttora abbandonati, se un'ulteriore assegnazione, a Ronchetto del Naviglio, Vi dove i clan avrebbero dovuto, con la complicità di ma ger e assessori, reinvestire i proventi del narcotraffico.
Merita una visita, soprattutto d'estate, il « mare di M no», come tutti chiamano l'Idroscalo, bacino d'acqua a Peschiera Borromeo, a due passi dall'aeroporto di Linate. Meta privilegiata delle famiglie che d'estate non possi permettersi le vacanze in Liguria o in Riviera, l'Idrosc ospita il Café Solaire, discoteca chili out-lounge seques ta nel dicembre del 2006 al clan di Franco Coco Tro (ancora lui). Oggi il locale ha cambiato gestione ma tempo, secondo la Commissione antimafia, era un loi polifunzionale: serviva a « riciclare la liquidità in eccesso era ottimo per lo spaccio di cocaina e si prestava benissimo per le riunioni strategiche « al riparo da occhi indesiderati». La copertura legale, del resto, era stata preparata amore del dettaglio: a pochi metri dalla discoteca, siccc non si balla mai a stomaco vuoto, i referenti imprendoriali avevano aperto anche una pizzeria biologica, con finatezza battezzata Bio Solaire. (pag. 179)

 

Svuotare il mare in un secchiello.

Decine di inchieste e arresti, centinaia di sequestri di droga, migliaia di beni confiscati. Negli ultimi dieci anni l'attività di contrasto alla 'Ndrangheta e alla criminalità organizzata da parte di magistratura e forze dell'ordine, in Lombardia e in tutto il Nord Italia, è stata ed è molto intensa. Ciò non onostante a Milano, per esempio, le forze in campo sono scarse: 200 uomini (40 Ros dei Carabinieri, 50 finanzieri del Gico, 55 poliziotti dello Sco e 68 della Dia). E gli uomini della Dia hanno competenze sull'intera Lombardia. L'impressione è quella del bambino che cerca di svuotare il mare con un secchiello. Una diretta conseguenza della crescita, soprattutto economica, dei gruppi criminali strutturati, su tutti la 'Ndrangheta.
Come abbiamo visto anche in questo libro, il controllo del mercato della droga (e in modo particolare della cocaina) è il motivo dello strapotere delle cosche calabresi: tutto il resto, dalle pizzerie ai contatti di primo livello con la politica, l'imprenditoria e la finanza, sono solo una diretta conseguenza.
Pensare di contrastare la 'Ndrangheta e l'enorme ricchezza generata ogni anno, pari a circa il 3 % del Pil italiano, senza affrontare la questione droga, vuol dire continuare a voler svuotare il mare con quel secchiello. Senza una forma di legalizzazione o comunque di controllo, da parte dello Stato, del mercato delle sostanze stupefacenti, è complicato parlare di lotta alla Mafia, perché si permette alla macchina criminale di rifornirsi continuamente della benzina indispensabile per la propria sopravvivenza.
A chi teme, in caso di abbandono del protezionismo, una diffusione incontrollata delle sostanze stupefacenti, è bene ricordare che già oggi il mercato soddisfa qualsiasi richiesta e chiunque può trovare quello che vuole, molto spesso in strada. (pag.246)

 

Davide Carlucci - Giuseppe Caruso

 

 

Indice del volume:
La mafia perfetta di Attilio Bolzoni - Il potere in una pallina - Le radici - Milano e dintorni. Una panoramica - Cocaina e potere. L'Ortomercato - Certe cose non cambiano mai - Una famiglia - Non solo 'Ndrangheta - Rifiuti tossici - Colletti bianchi, affari d'oro - I cino-calabresi - Dove finiscono i soldi - Gli amici di Montreal - A Milano la Mafia non esiste - Le criminalità emergenti. La droga del kamikaze - Non solo Milano - Conclusioni

 

 

Davide Carlucci – Giuseppe Caruso

un’inchiesta
A Milano comanda la Ndrangheta

 

Pomte alla Grazie 

Milano 2009

 

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