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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
Tra 8 settembre e Caporetto
Quel che l’Italia offre all’Europa, quel che l’Europa chiede all’Italia
una metamorfosi del Belpaese?
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Tra il 26 ottobre e l’8 novembre si consuma un pezzo di storia del Belpaese durata 17 anni, è la storia del nostro presente. E questa storia, al di là della confusione mediatica e dell’ordine confusivo e incoerente degli eventi si può raccontare prima che se ne perda memoria. I documenti, le fonti “storiche”, sono in rete, alla portata di tutti. La lettera di Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica in data 26 ottobre e la risposta in data 4 novembre. Eccole, e forse occorre partire da qui. Sono allegate a questo testo e meritano di essere lette “a futura memoria” perché, in qualche modo, ne parleranno gli storici, ma anche perché costituiscono un rapido correre del tempo, quel susseguirsi di eventi pubblici essenziali che gli storici si sono da sempre impegnati a interpretare e raccontare.
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Poche date, ma da ricordare.

26 ottobre -
Il governo Berlusconi invia una lettera ai vertici dell’UE “che descrive la situazione economico-finanziaria italiana e illustra le misure che intendiamo adottare per una finanza pubblica responsabile”.
4 novembre - il commissario Ue agli affari economici Olli Rhen richiede “chiarimenti” (si fa per dire) alla precedente imponendo un termine perentorio per la risposta (11 novembre) da parte del Ministro del tesoro Giulio Tremonti.
8 novembre – Berlusconi annuncia le dimissioni del governo e le formalizza il 12 novembre.

Tra il 26 ottobre e l’8 novembre si consuma un pezzo di storia del Belpaese durata 17 anni, è la storia del nostro presente. E questa storia, al di là della confusione mediatica e dell’ordine confusivo e incoerente degli eventi si può raccontare prima che se ne perda memoria. I documenti, le fonti “storiche”, sono in rete, alla potata di tutti. La lettera Di Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica in data 26 ottobre e la risposta in data 4 novembre. Eccole, e forse occorre partire da qui. Sono allegate a questo testo e meritano di essere lette “a futura memoria” perché, in qualche modo, ne parleranno gli storici, ma anche perché costituiscono un rapido correre del tempo, quel susseguirsi di eventi pubblici essenziali che gli storici si sono da sempre impegnati a interpretare e raccontare.
Il primo testo, quello di Berlusconi (31.000 caratteri), è per un certo verso un compito in classe, e di un primo della classe.
In primo luogo si precisa nella premessa che: “la situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri più generali che coinvolgono l'intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell'area euro”. Si esplicita poi che: “dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico è cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi”. Insomma l’Italia, insieme alla Germania, è certo un Paese “virtuoso”.
Segue un calendario operativo, sull’arco di 8 mesi, che promette interventi a tutti i livelli e in tutte le direzioni di risanamento del sistema Italia. Un programma ambizioso che vale la pena di rileggere.

 

Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all'attività economica, così da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori;
Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese;
Entro 6 mesi, l'adozione di misure che favoriscano l'accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l'efficacia;
Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione”.

 

Questa accelerazione, dopo 17 anni di governo è riservata a un insieme di interventi dei quali si parla da trenta. I confini del Piave sono stati violati? È una Caporetto, un 8 settembre o una metamorfosi e la promessa di un miracolo insieme?
L’insieme dei provvedimenti, “al futuro”, che devono materializzare queste ambizioni, appare diffuso, meticoloso sino ad apparire difensivo e suscita qualche imbarazzo. La mole di impegni è impressionante e in conclusione, una conclusione certo originale e fantasiosa si provvederà, entro il 31 dicembre a elaborare “un piano organico per l'abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalità di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali”.
La risposta dei vertici della Comunità a questo paradiso di buone intenzioni è sorprendente e raggelante insieme. La correzione del compito in classe che recita un rosario di giaculatorie è un impietoso insieme di tratti blu e rossi di un esaminatore che segnala l’obbligo, per passare l’esame di “indicare concretamente e dettagliatamente”, “confermare l’impegno”, “chiarire”, “dettagliare”, “specificare”, “come e in quanto tempo?”, “perché?”, come? quando?”, lo si farà davvero?”. Si sostanzia in 39 domande che si riassumono in una sola: “quale è concretamente la politica del governo italiano?”. Insomma il Belpaese non ha passato l’esame di storia e Berlusconi è passato alla storia.
Basta scorrere il testo a caso per trovarvi le vere radici del disastro di tutta una classe politica che ha guidato l’Italia fin qui, fino alla linea del Piave.

 

La premessa - Come premessa generale, indicare concretamente e dettagliatamente a che punto di approvazione o di applicazione risultano tutte le misure promesse nella lettera del 26 ottobre scorso.
Confermare l’impegno a intervenire con misure aggiuntive specifiche in caso di deterioramento del ciclo economico e del deficit, come già la Commissione ritiene necessario per conseguire gli obiettivi fissati per il 2012 e il 2013.
Privatizzazioni
Dettagliare le privatizzazioni per 5 miliardi l’anno e chiarire che sono al netto dei minori dividendi e del maggiore costo per gli affitti provocati dalle cessioni. Taglio al debito. Specificare come si intende ridurre il debito a partire dal 31 dicembre 2011 con l’assistenza dell’annunciato apposito comitato.
Età pensionabile
L’età pensionabile a 67 anni nel 2026 è sufficiente?
Va adeguata l’età pensionabile delle donne anche nel settore privato?
Sono sostenibili le pensioni anticipate?
Pareggio in Costituzione
Come e in quanto tempo verrà inserito nella Costituzione l’obbligo del pareggio di bilancio?
La tassazione sui consumi
Come verrà spostata la tassazione dal lavoro ai consumi e alla proprietà immobiliare?
I fondi comunitari
Come verrà migliorata l’utilizzazione dei fondi comunitari e come sono considerate in bilancio le relative prospettive?
In cosa consiste dettagliatamente e concretamente il piano Eurosud per lo sviluppo del Mezzogiorno?
Gli insegnanti meritevoli
Come verranno ristrutturate le scuole con risultati insoddisfacenti?
Come verranno valorizzati gli insegnanti meritevoli?
Come migliorerà la competizione tra università?
Cosa si intende per «più spazio di manovra» sui costi delle iscrizioni?
Il lavoro delle donne
Come verrà promossa l’occupazione giovanile e delle donne?
Come funzioneranno gli incentivi fiscali per le aree arretrate?
Come verrà attuata dettagliatamente e quali benefici concreti porterà all’occupazione la possibilità di licenziare i lavoratori dipendenti per motivi economici?
Come funzionerà l’intervento sui contratti para-subordinati e quali costi avrà?
In quale modo verrà attuato l’impegno di superare la frammentazione dell’attuale sistema di sussidi di disoccupazione?
Più poteri Antitrust
Come verrà rafforzata l’attività dell’Autorità per la Concorrenza?
Dopo la nuova legislazione per la liberalizzazione nella distribuzione dei carburanti e nell’assicurazione obbligatoria delle auto, come e quando si interverrà anche nei servizi postali, nella distribuzione dell’energia, nell’acqua (considerando anche lo specifico referendum), nei trasporti ferroviari, autostrade o aeroporti?
Verranno davvero abolite le barriere di accesso alle professioni?
Perché la lettera non garantisce l’abolizione delle tariffe minime nei servizi professionali?
Come verrà favorita la capitalizzazione delle imprese?
Come verranno trasformate le aree arretrate in zone di sviluppo?
Come verranno stimolate la ricerca e le attività delle piccole e medie industrie?
La semplificazione
Con quali misure specifiche avverrà concretamente la semplificazione burocratica e amministrativa (soprattutto per le piccole imprese)?
Gli uffici pubblici
Quando la commissione per la modernizzazione della pubblica amministrazione sarà completamente operativa?
Come e quando saranno attuate le misure di mobilità e di flessibilità per i dipendenti statali, anche in relazione alla soppressione delle Province?
Quali progressi concreti ha generato la riforma Brunetta?
I tempi della giustizia
Con quali misure specifiche sarà migliorato il funzionamento della giustizia civile?
Porti e aeroporti
Qual è concretamente la politica del governo per le infrastrutture e le costruzioni in relazione a aeroporti, porti e trasporti eccezionali via strada?
I costi della politica
In aggiunta a quella sul pareggio di bilancio, come verranno attuate nei dettagli le altre riforme costituzionali promesse?
Fino a che punto risulteranno generatrici di risparmi nella spesa pubblica?
Come avverrà concretamente la riduzione dei costi della politica attraverso misure come il minore numero di parlamentari?
Come verranno rafforzate la governance e l’attività decisionale del Paese intervenendo anche sul ruolo del governo e della maggioranza?

 

Tutto qui. Nulla di meno, nulla di più. Una classe dirigente in rotta, un governo in fuga dalla proprie responsabilità, un Paese che se la deve cavare da solo. Ed è sempre stato così. Scopriremo ancora una volta che gli italiani ci sono e l’Unità si può fare.

 

Roberto Moro

 

Testo integrale della lettera di intenti 26 ottobre 2011
Testo integrale del richiamo dell’UE 4 novembre


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