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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
33 anni di Repubblica Islamica
La costituzione del 1979
Una nuova forma di stato e di governo
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La Costituzione d'Iran, approvata con referendum del 24 ottobre 1979, è entrata in vigore dal 3 dicembre dello stesso anno, subendo alcuni emendamenti in forza dal 28 luglio 1989. Come si vede, il testo si richiama fortemente ai principi religiosi dell'islam sciita, pur contenendo diversi elementi di moderna laicità. Si vedano, ad esempio, i seguenti articoli sulle libertà individuali e di stampa: “Articolo 23 - Non sono ammesse indagini sulle convinzioni personali e nessuno può essere perseguito o inquisito a causa delle proprie opinioni. Articolo 24 - E’ garantita la libertà di stampa e la libertà d’espressione delle idee a mezzo stampa purché non vengano offesi i principi fondamentali dell’islam o i diritti della collettività. I dettagli saranno precisati da una successiva legge. Articolo 25 - L’intercettazione e il controllo della corrispondenza, la registrazione di conversazioni telefoniche anche al fine di renderne pubblico il contenuto, l’intercettazione dei messaggi telegrafici o telex e la rivelazione del loro contenuto, la censura, il mancato recapito o la mancata trasmissione delle comunicazioni, l’ascolto indebito, lo spionaggio e ogni tipo di sorveglianza sono proibiti, tranne nei casi espressamente previsti dalla legge”. [Anna Vanzan]
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Repubblica Islamica - Costituzione

 

[presentazione scheda del testo a cura di Anna Vanzan]

 

Presentazione:
Isituto Culturale
dell’Ambascita della Repubblica Islamica dell’Iran

 

“La Carta Costituzionale ratificata dal voto dei cittadini costituisce, prima ancora che il riferimento imprescindibile di tutte le leggi di un Paese, il fondamento di qualsiasi sistema democratico, il testo del “patto” tramite il quale il sistema di Stato e di governo, come ha scritto il Presidente Khatami, si genera dal popolo, è al servizio del popolo ed è responsabile di fronte al popolo.
Probabilmente, dunque, non si può conoscere davvero a fondo un popolo se non si conosce, e non si comprende, il testo del “patto” firmato dalla sua società civile con le proprie Istituzioni. Per questa ragione, l’Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran in Roma ha deciso di pubblicare il testo della Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran nella sua traduzione italiana, allo scopo di offrire agli amici Italiani un’opportunità in più per approfondire la conoscenza di una popolazione che nel 1979, dopo venticinque secoli di tirannie e dispotismi, si è conquistata finalmente il diritto di decidere da sé del proprio destino.
L’importanza di una Costituzione risiede anche nel suo costituire, in quanto cardine del diritto, una garanzia di base per la certezza della legalità, un punto fermo di riferimento nell’applicazione delle regole, quindi uno strumento fondamentale per assicurare quel “governo della legge” che è condizione primaria della vita democratica di uno Stato. Anche per questa ragione, nel novembre 1997 il Presidente della R. I. dell’Iran, Mohammad Khatami, ha istituito una Commissione incaricata di “rafforzare la Carta Costituzionale”. In particolare, il Presidente Khatami ha esortato la Commissione a occuparsi con il massimo impegno del Terzo Capitolo della Carta, che riguarda direttamente i diritti della nazione e sottolinea, fra l’altro, la parità dei diritti per tutta la popolazione, la salvaguardia della dignità, della vita e della proprietà di ogni individuo, garantisce la libertà di stampa e di associazione (anche politica), l’impossibilità di procedere ad arresti se non nel rispetto di precise norme di legge, la presunzione di innocenza. Nel realizzare la presente iniziativa editoriale, che ci auguriamo possa contribuire ad intensificare i rapporti già eccellenti fra l’Italia e l’Iran, ringraziamo il mensile Lettera Persiana, edito a Roma, dal quale abbiamo tratto la traduzione in lingua italiana del testo della Costituzione della R. I. dell’Iran e l’apparato di Note esplicative e informative qui pubblicate in calce al testo stesso”.

 

Principi generali

 

Articolo 1 - Lo Stato dell’Iran è una Repubblica Islamica che la nazione dell’Iran, sulla base della fede tradizionale nel governo della verità e della giustizia [rivelato] nel Corano, in seguito alla vittoria della Rivoluzione Islamica guidata dall’Ayatollah Al-Ozma Imam Khomeini, ha approvato con il Referendum Nazionale svoltosi il 10 e l’11 Farvardin 13581 (corrispondenti al 30 e 31 Marzo 1979), data coincidente con il 10 e il 2 giorno di Jomad al-oula 1399, esprimendo voto positivo di ratifica con una maggioranza del 98,2% dei votanti.

Articolo 2 - La Repubblica Islamica è un sistema basato sulla fede nei seguenti principi:
1. lI Monoteismo (espresso nell’affermazione “non vi è altro dio che Dio”), la sovranità e la legge come appartenenti esclusivamente a Dio, e la necessità di osservare i Suoi comandamenti.
2. La Rivelazione Divina e il suo ruolo fondamentale nel determinare le leggi.
3. La Resurrezione e il suo ruolo costruttivo nei corso dell’evoluzione che guida l’umanità verso Dio.
4. La Giustizia divina nella Creazione e nella legge.
5. L’Imamato come funzione di guida ininterrotta, e il suo ruolo fondamentale nella continuità della Rivoluzione islamica.
6. La dignità dell’uomo e i nobili valori umani, e il libero arbitrio dell’individuo con la responsabilità che ad esso si accompagna davanti a Dio.
La Repubblica Islamica provvede ad instaurare la giustizia, l’indipendenza politica, economica, sociale e culturale e l’integrità nazionale tramite:
a. La continua pratica ed iniziativa di qualificati teologi esperti di giurisprudenza islamica, esercitate sulla base del Corano, della Tradizione dell’infallibile Profeta e dei Santi Imam.
b. L’utilizzo della scienza e della tecnologia e dei risultati delle esperienze umane più avanzate e degli sforzi compiuti verso lo sviluppo degli uomini nel consentire il loro ulteriore progresso.
c. Il rifiuto di tutte le forme di oppressione, della loro inflizione e della rassegnazione ad esse, e la negazione della tirannide, della sua imposizione come della sua accettazione.

Articolo 3
- Lo Stato dello Repubblica Islamica dell’Iran ha il dovere di conseguire gli obiettivi esposti nell’Articolo 2, e s’impegnerà con tutte le proprie forze per realizzare i seguenti scopi:
1. La creazione di un ambiente favorevole per la crescita delle virtù etiche fondate sulla fede e la devozione e la lotta contro ogni aspetto del vizio e della corruzione.
2. L’innalzamento del livello generale di consapevolezza della popolazione in tutti i campi tramite l’uso corretto della stampa, dei mass-media e di altri mezzi.
3. L’educazione scolastica e fisica gratuita per tutti a tutti i livelli; la promozione e la più ampia diffusione dell’educazione superiore.
4. La valorizzazione dello spirito di ricerca, di impresa e di iniziativa in tutti gli ambiti scientifici, tecnici, culturali, come pure negli studi islamici, tramite la creazione di centri di ricerca e I’incentivazione degli studiosi.
5. Il completo rigetto del colonialismo e la prevenzione dell’ingerenza straniera.
6. La cancellazione di ogni tipo di dispotismo ed autocrazia, e di qualsiasi tentativo di monopolizzare il potere.
7. La garanzia delle libertà politiche e sociali nella cornice della legge.
8. La partecipazione di tutta la popolazione nella determinazione del proprio destino politico, economico, sociale e culturale.
9. L’eliminazione di qualsiasi discriminazione inammissibile e la creazione di pari opportunità per tutti, in tutti gli ambiti materiali e spirituali.
10. L’instaurazione di un corretto sistema amministrativo e l’abolizione degli enti governativi superflui.
11. lI rafforzamento a tutto campo delle basi della difesa nazionale tramite la leva militare pubblica ai fini della salvaguardia dell’indipendenza, dell’integrità territoriale e del sistema islamico del Paese.
12. La programmazione di un sistema economico saldo ed equilibrato, conforme alle norme islamiche, finalizzato alla costruzione del benessere, all’eliminazione della povertà, all’abolizione di ogni tipo di privazione riguardante il cibo, l’alloggio, il lavoro e la salute, come pure all’estensione generale delle assicurazioni sociali.
13. La garanzia dell’autosufficienza negli ambiti della scienza, della tecnologia, dell’industria, dell’agricoltura, degli affari militari e simili.
14. La garanzia di tutti i molteplici diritti dei cittadini, sia uomini sia donne, di un’equa protezione legale per tutti e dell’uguaglianza di tutti di fronte alla legge.
15. L’espansione e il rafforzamento della fratellanza tra i Musulmani e la cooperazione di tutte le componenti della popolazione.
16. L’adozione di una politica estera basata sui criteri islamici, l’impegno fraterno nei confronti di tutti i Musulmani e la protezione senza risparmio dei popoli poveri e oppressi del mondo.

Articolo 4 - Tutte le leggi civili, penali, finanziarie,economiche, amministrative, culturali, militari, politiche e di altro tipo, e tutte le normative, devono essere fondate sui precetti islamici. Il presente articolo si applica in modo assoluto e universale a tutti gli altri articoli della Costituzione come pure ad ogni altra norma e regola, e i teologi esperti di giurisprudenza islamica che compongono il Consiglio di Vigilanza sono giudici in questa materia.

Articolo 5 - Durante il tempo in cui il Dodicesimo Imam (possa Dio accelerare la sua ricomparsa) rimane in occultazione, nella Repubblica Islamica dell’Iran la tutela degli affari e l’orientamento del popolo sono affidati alla responsabilità di un giurista giusto e pio, conoscitore della propria epoca, coraggioso, dotato di energia, di iniziativa e di abilità amministrativa, che la maggioranza della popolazione riconosca ed accetti come propria Guida. Nel caso in cui nessun giurista esperto di Diritto islamico ottenga tale riconoscimento maggioritario, le responsabilità sopra esporta saranno affidate ad un Consiglio Direttivo composto di giuristi dotati dei requisiti già elencati, in conformità all’Articolo 107.

Articolo 6 - Nella Repubblica Islamica dell’Iran gli affari del Paese saranno gestiti in conformità ai voti espressi dalla popolazione sia tramite l’elezione del Presidente della Repubblica, dei Rappresentanti nell’Assemblea Islamica, dei membri dei Consigli, sia tramite i referendum come previsto in altri articoli della Costituzione.

Articolo 7
- In osservanza delle prescrizioni del Corano, “Per i loro affari si consiglino tra di loro” (42: 38), e “Consigliatevi con loro” (3: 152). i principali organismi decisionali e amministrativi del Paese sono i Consigli: l’Assemblea Nazionale, i Consigli Regionali, i Consigli Provinciali, i Consigli Comunali, di Quartiere, di Distretto, di Villaggio ecc. Le competenze, le modalità di costituzione, gli ambiti giurisdizionali e le responsabilità di tali Consigli sono stabiliti dalla presente Carta Costituzionale e dalle leggi da essa derivanti.

Articolo 8 - Nella Repubblica Islamica dell’Iran l’esortazione a compiere il bene e la dissuasione dal compiere il male è un dovere che spetta agli individui nei loro rapporti reciproci e nei rapporti reciproci tra essi e coloro che li governano. Le condizioni, i limiti e la natura di questo dovere sono stabiliti dalla legge, secondo quanto prescritto dal Santo Corano: “E i credenti, uomini e donne, sono amici tra loro, si uniscono nel bene e impediscono il male” (9: 71).

Articolo 9 - Nella Repubblica Islamica dell’Iran l’indipendenza, la libertà, l’unità e l’integrità territoriale del Paese sono inscindibili, e la loro tutela è responsabilità del governo e di ciascun individuo membro della nazione iraniana. Nessun individuo, gruppo o autorità ha il diritto di ledere neppure in minima misura l’indipendenza politica, culturale, economica o militare e l’integrità territoriale del Paese con il pretesto della libertà, e nessuna autorità ha il diritto di abolire le libertà legittime usando il pretesto di voler salvaguardare l’indipendenza e l’integrità territoriale deI Paese, neppure ricorrendo alla promulgazione di leggi e norme.

Articolo 10 - Poiché la famiglia è l’unità fondamentale della società Islamica, tutte le leggi, i regolamenti e le programmazioni devono essere volti a facilitare la formazione delle famiglie, a salvaguardare la sacralità dell’istituzione familiare e a rafforzare i legami familiari, secondo il diritto e la morale islamica.

Articolo 11 - Secondo il versetto coranico “Certamente la vostra comunità è una sola, e io sono il vostro Dio, dovete perciò compiere gli atti di culto” (21: 92), tutti i Musulmani costituiscono una sola comunità e il governo della Repubblica Islamica ha il dovere di creare una linea politica generale fondata sull’accordo e la solidarietà dei popoli Musulmani, e di impegnarsi senza interruzione a favorire la realizzazione dell’unità politica, economica e culturale del mondo dell’Islam.

Articolo 12 - La religione ufficiale dell’Iran è l’Islam di scuola Sciita Giafarita Imamita, e questo articolo non è suscettibile di alcun mutamento nei tempo. Le altre scuole islamiche, quali la Hanafita, la Shafi’ita, la Malekita, la Hanbalita e la Zaidita sono considerate con assoluto rispetto, e i loro seguaci sono totalmente liberi di professare, insegnare e compiere gli atti di culto previsti dai rispettivi Canoni, e nel rispetto della loro giurisprudenza religiosa i loro contratti giuridici privati (compresi il matrimonio, il divorzio, l’eredità, il testamento) e le controversie relative hanno riconoscimento di legge nei tribunali. In ogni regione in cui i seguaci delle citate scuole costituiscano la maggioranza, i regolamenti locali, nei limiti di potere dei Consigli, saranno conformi alle rispettive prescrizioni, nella salvaguardia dei diritti dei seguaci di altre scuole.

Articolo 13
- Gli Zoroastriani, gli Ebrei e i Cristiani sono le sole minoranze religiose riconosciute, ed entro i limiti della legge sono liberi di compiere i propri riti e cerimonie religiose, e nei contratti giuridici privati e nell’insegnamento religioso sono liberi di operare secondo le proprie norme.

Articolo 14- In conformità al versetto coranico “Dio non vi proibisce di trattare con gentilezza e giustizia coloro che non hanno combattuto contro la vostra religione e non vi hanno cacciato dalle vostre case: certamente Dio ama i giusti” (60: 8), il governo della Repubblica Islamica dell’Iran e tutti i Musulmani devono agire nei confronti dei non Musulmani con bontà, giustizia ed equità, nel rispetto dei loro diritti umani. Questo principio ha validità soltanto nei confronti di coloro che non cospirino e non agiscano contro l’Islam e contro la Repubblica Islamica dell’Iran. […]


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