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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
33 anni di Rivoluzione Islamica
Orientamento bibliografico
Anna Vanzan
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Questi oltre trent'anni di Rivoluzione sono oggetto di una vasta produzione di libri, saggi e pubblicazioni on line, ovviamente di disuguale valore e spessore. Parecchia letteratura di qualità proviene dagli Stati Uniti, dove la diaspora iraniana costituisce in larghissima misura la comunità di studiosi iranisti: ciò comporta, altresì, che il discorso sulla contemporaneità sia viziato da posizioni personali che talora si lasciano prendere la mano dall'enfasi “politica”. Questa bibliografia, ben lungi dal voler essere esaustiva, seleziona alcune opere in base sopratutto alla loro accessibilità (ad es., perché redatte in lingua italiana) e utilità nel costituire una base di partenza per ulteriori approfondimenti e sviluppi. Si è presa in considerazione la letteratura più recente e riguardante solo alcuni aspetti dell'Iran contemporaneo, in particolare, storia, società, politica internazionale.
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Storia e società - Il trentesimo anniversario - Giovani e donne - Il ruolo di internet - La questione nucleare

 

Storia e società

Due manuali per inquadrare la contemporaneità, aggiornati e corredati da ricca bibliografia: Redaelli, R., L'Iran contemporaneo, Carrocci, 2009.; Sabahi, F. Storia dell'Iran, B. Mondadori, 2009.

Ervand Abrahamian, Storia dell’Iran. Dai primi del Novecento a oggi, Donzelli, 2010, propone una concisa quanto intensa storia dell’Iran del XX secolo in cui il principale protagonista è lo Stato e la sua espansione. Abrahamian si addentra in un’analisi delle condizioni delle diverse compagini sociali e delle loro crescenti tensioni nei confronti del potere centrale dopo gli anni '50, puntando il dito sulle sperequazioni sociali, sull’iniqua distribuzione delle ricchezze provenienti dalle enormi risorse naturali del Paese, sugli ingenti finanziamenti per l’esercito a discapito delle spese per salute ed istruzione pubbliche, sul fallimento della riforma agraria. Elementi già scandagliati abbondantemente dalla storiografia di questi trent’anni, in quanto cause fondamentali della caduta dello shah. Ma l’autore ci ricorda qui ulteriori dati finora trascurati, ma d’importanza capitale per capire la rivoluzione islamica.

Hamid Dabash è tutt'alto che uno studioso “obiettivo” (nessun studioso, peraltro, lo è mai), ma la vena accesamente polemica che accompagna la sua competenza nel campo dell'iranistica, storia contemporanea compresa, è sottesa da un grande coraggio nel denunciare una serie di intellettuali disonesti, soprattutto connazionali residenti all'estero. Il suo Iran. A People Interrupted (The New press, 2007) è un valido esempio dell'approccio di questo studioso dissenziente con tutti. Eccone un breve saggio:

[Le elezioni del 2005: pp. 221-222] “Dalla parte di Ali Akbar Hashemi Rafsanjani vi era pure una schiera di cineasti di vaglio, artisti, romanzieri, pubblici intellettuali e riformisti di spicco, fra i quali l'universalmente celebrato Abbas Kiarostami. Proprio qualche giorno prima delle elezioni, Kiarostami aveva scritto una breve lettera aperta a Ahmadinejad in supporto della candidatura di Rafsanjani. […] contrariamente alla sua abituale posizione, solitamente ai margini della politica attiva, Kiarostami scrisse a Ahmadinejad che, sebbene lo amasse in quanto gli ricordava l'idealismo rivoluzionario del 1979, avrebbe votato per Rafsanjani, pur non amandolo neppure la metà di quanto amava Ahmadinejad. […] il tema della lettera aperta era che Kiarostami credeva che l'epoca dell'idealismo della prima ora rivoluzionaria fosse finito, e che la gente avesse bisogno di politici stagionati quali Rafsanjani, un pragmatico che sapeva come affrontare il mondo sporco della politica”

Dabashi ha anche un utilissimo sito, tramite il quale è possibile monitorare gli sviluppi politici in Iran.

Misepassi, A., Democracy in Modern Iran: Islam, Culture and Political Change, New York University Press, 2010. L'Iran è universalmente accusato di essere un Paese “non democratico” o addirittura “anti democratico”: Mirsepassi inizia il suo saggio scardinando concezioni eurocentriche di democrazia, laicismo e modernità, rimuovendole dalla concezione binaria fra “noi (occidentali) democratici” e “loro (non occidentali, musulmani, ecc.) intrinsecamente antidemocratici”. Inoltre, analizza il pensiero di molti intellettuali iraniani democratici “per natura”.

 

Il trentesimo anniversario

Il trentesimo anniversario della Rivoluzione (febbraio 2009) ha coinciso con le oceaniche manifestazioni di protesta per i risultati delle elezioni presidenziali avvenute nel giugno successivo: per un ampio panorama sulla situazione in cui sono maturate v. il dossier “Storie d'oggi: la Repubblica Islamica d'Iran a trent'anni dalla Rivoluzione (a cura di Redaelli R. e Rivetti P.), in Giornale di Storia contemporanea XII, 2, dicembre 2009 (con saggi di Guolo, Redaelli, Rivetti, Sariolghalam, Vanzan).

 

Giovani e donne

Giovani e donne sono due categorie abusate nel discorso sull'Iran: comunemente considerati le vittime per eccellenza del regime, sono oggetto d'indagini spesso vittimistiche e irreali. Vero è che i giovani iraniani, che costituiscono la maggioranza dei circa 72 milioni di iraniani, sono spesso insofferenti alle censure e ai regolamenti liberticidi regolarmente praticati dalle autorità del loro Paese, ma è altresì vero che una certa campagna di matrice giornalistica occidentale (alimentata, peraltro, anche dai memoriali di alcuni iraniani fuoriusciti) li ha cristallizzati in un ritratto falso e orientalista “al contrario”. Secondo molti reportage, infatti, i ragazzi iraniani sarebbero disimpegnati, dediti a feste sfrenate, all'uso di stupefacenti e alcol, praticanti sesso libero ecc. I titoli sono significativi: Young and Defiant in Tehran di Shahram Khosravi (University of Pennsylvania Press, 2009), ad esempio, prende in considerazione la gioventù borghese della capitale che, ovviamente, non costituisce il paradigma unico dei giovani dell'altopiano. Comunque testo utile, da abbinare a Warring Souls: Youth, Media, and Martyrdom in Post-Revolution Iran di Roxanne Varzi (Duke University Press, 2007) che si occupa anche del corpo paramilitare (e fedelissimo al regime) dei basiji, formato perlopiù da giovani di ceto sociale medio-basso.
Interessanti sulla situazione giovanile anche alcuni film, quali Nessuno conosce i gatti persiani (di Bahmam Ghobadi, 2009) e My Tehran for sale (di Granaz Mousavi, 2009).

Sulle donne d'Iran la bibliografia pressoché sconfinata, soprattutto sotto il segno dell'approccio vittimistico, ma vi sono anche saggi bilanciati e utili, quali quelli firmati da Ziba Mir-Hosseini. Si v. ad. es., il suo Islam and Gender. The Religious Debate in Contemporary Iran (Princeton University Press, 1999). Nel sito della scrittrice si trovano molti dei suoi articoli. Ziba Mir-Hosseini è una cosiddetta “femminista islamica”: per altre testimonianze sul fenomeno del femminismo islamico in Iran v. il mio Le donne di Allah. Viaggio nei femminismi islamici (Bruno Mondadori, 2010), in particolare i capp. 2,3,4.
Per una storia del femminismo in Iran v. il mio “Un secolo di femminismo in Iran”, in Genesis, IV, 2 2005, pp. 79-103.
Mehrangiz Kar, avvocato ora esiliata negli Stati Uniti, è un'ottima fonte per la situazione giuridica delle iraniane: v. il suo “Iranian Law and Women’s Rights”, in Muslim World Journal of Human Rights, 4,1, 2007, art. 9.
Una panoramica su “donne e lavoro” è di Elaheh Rostam-Povey, “Women and Work in Iran”, in State of Nature , autunno 2005.

 

Il ruolo di internet

Il ruolo di internet in Iran da parte di giovani,donne, e, più in generale, dalla società civile, seppure spesso sopravvalutato, è comunque importante. Un saggio utile è a cura di Sreberny e Khiabany, Blogistan: The Internet and Politics in Iran, I.B. Tauris, 2010.

 

La questione nucleare

Le mire nucleari di Tehran sono nell'occhio del ciclone da più tempo, ovvio, quindi che la letteratura sul tema abbondi, e ancora più ovvio che questa sia viziata da posizioni politiche precise (ad es., dall'interventismo di una parte degli osservatori politici americani). Si segnalano gli articoli di R. Redaelli “Iran: repressione, sanzioni e stallo sul nucleare”, nel volume di Asia Maior a cura di M. Torri e Tocci, Ripresa economica, conflitti sociali e tensioni geopolitiche in Asia, 2011, pp. 45-56; il dossier in proposito dell'ISPI e quello del nostro Ministero degli Esteri

 

Anna Vanzan - 2012



 

Fonte: Storia & Storici
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