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Roberto Moro
oligarchia, corruzione, cleptocrazia: oltre il "sistema" ...
Dieci punti irrinunciabili
Una legge anti-malaffare
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Il dibattito infuria, l’informazione è quotidiana, le inchieste addirittura ingombranti, la letteratura e le fonti sono lì a portata di mano e sul “sistema” della corruzione divenuta “cleptocrazia” ( e cioè “potere dei ladri”) sappiamo tutto e di tutto. La proposte di intervento, più o meno radicali, più o meno efficienti, si levano a ondate successive che accompagnano e suscitano quella della pubblica indignazione. Un legislazione contro la devianza dell’intero sistema democratico è all’ordine del giorno da mesi se non da anni. Ma la domanda è: davvero questo Governo, questo Parlamento, questa classe politica e dirigente del Belpaese è in grado di tagliare il ramo su cui si regge? Davvero tutti questi soggetti dispongono di quella moderazione e di quel senso di responsabilità che fa il marchio di una oligarchia e ne legittima il potere? Il sistema politico e dunque il sistema dei partiti così come sono può davvero è in grado di riportare al centro dell’azione di governo la questione morale divenuta ormai questione civile? In altri termini il problema è: il “sistema” è in grado di riformare sé stesso? Dei molti appelli, manifesti, progetti, rapporti e libri bianchi, progetti di legge di iniziativa popolare che nel corso degli ultimi due decenni sono stati prodotti dal pensiero individuale collettivo e relegati nel limbo di ciò che la classe dirigente chiama “antipolitica” eccone uno in dieci punti, “dieci comandamenti”, che fanno una strategia di intervento e toccano il cuore del problema. Ecco la proposta di:
***

“una legge anti-malaffare, che ci permetterebbe di recuperare qualcuno dei 180 miliardi mangiati ogni anno da corruzione ed evasione fiscale.

1. La prescrizione si interrompe al momento della richiesta del rinvio a giudizio o del rinvio a giudizio. Cancellata l’ex-Cirielli.

2. Il falso in bilancio torna a essere quello che era fino al 2001: reato di pericolo e non di danno, perseguibile sempre d’ufficio (senza bisogno di querela), senza soglie di non punibilità, senza esenzioni per i falsi qualitativi e con pene più severe di quelle precedenti, per consentire custodia cautelare e intercettazioni.

3. Per i reati fiscali pene più alte (con custodia cautelare e intercettazioni) e niente soglie di non punibilità.

4. Pene più alte anche per la corruzione, estesa anche ai casi dove non figura il pubblico ufficiale: cioè alle società private.

5. Viene istituito il reato di traffico di influenze illecite, per punire chi promette di spendere la sua posizione per influenzare decisioni della Pubblica amministrazione in cambio di soldi.

6. Viene istituito il reato di autoriciclaggio, per punire chi accumula o aiuta ad accumulare denaro illecitamente (con tangenti, evasione, estorsioni, traffici di armi, di droga, di esseri umani…) e poi
provvede anche a nasconderlo o a reinvestirlo.

7. Il reato di abuso in atti d’ufficio torna alla versione pre-1997: è punito chi abusa del suo ufficio per favorire o danneggiare qualcuno anche senza finalità patrimoniali e le pene vengono aumentate per consentire custodia cautelare e intercettazioni.

8. Per garantire l’“enforcement” (un’organizzazione adeguata a combattere questi reati, come ci chiede l’Ocse), nasce un’Autorità indipendente dai partiti per coordinare i vari organismi preposti all’accertamento (forze di polizia, Agenzia delle Entrate, Consob, Bankitalia) e garantire la trasmissione alla magistratura di ogni notizia di reato. Il denaro recuperato viene interamente devoluto all’autofinanziamento del servizio Giustizia.

9. Riforma del finanziamento ai partiti: divieto di ricevere denaro da società pubbliche o miste; liberi contributi da quelle private, purché registrati nei rispettivi bilanci (a partire da 5 mila euro, e non da 50 mila come ora); rimborsi elettorali pubblici condizionati alla documentazione delle spese sostenute (fatture, ricevute, scontrini) e sottoposti a un tetto massimo invalicabile.

10. Responsabilità giuridica dei partiti, con bilanci certificati e verificati dalla Corte dei conti, e con regole ferree di democrazia interna (tesseramento, congressi, primarie). Chi sgarra perde i rimborsi elettorali e paga multe salatissime. Cioè fallisce.

Non sappiamo se questi dieci comandamenti siano di destra o di sinistra. Ma sappiamo che sono giusti. Chi ci sta si faccia avanti”.

 

Il Fatto Quotidiano - 21/02/2012.

 

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Fonte: Il Fatto Quotidiano - 21/02/2012.
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