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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
Valerio Federico
La peste milanese: la “sussidiarietà dei favori”
Un sistema di potere e il sacco della democrazia
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Questo intervento di Valerio Federico pubblicato sul sito ilpunto-borsainvestimenti.blogspot in 9 giugno 2011 non è per nulla invecchiato e torna di estrema attualità a corollario della vicende di malaffare che da anni tormentano la Regione Lombardia e la sfera di potere della sua classe dirigente. Offrono un quadro sostanzioso, ma non certo esaustivo degli intrecci tra politica e affari che fanno da terreno di coltura a quello che può essere definito come un saccheggio della democrazia e delle risorse della Regione di eccellenze, “virtuosa” per definizione. Comunione e Liberazione ha realizzato con la sua pratica di governo lo strumento più efficace e rispondente ai suoi obiettivi di corporativizzazione e confessionalizzazione della società, a partire da quella lombarda, e mediante la sistematica acquisizione e gestione del potere politico, religioso, economico, finanziario. Vi è un trend in corso da anni che vede l’espansione della presenza della Compagnia delle Opere nel centro sud, regioni “rosse” comprese e, parallelamente, la penetrazione delle cooperative rosse al Nord, Lombardia in primis.
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Introduzione - L’azione di Formigoni in ambito internazionale - L’azione di Formigoni in ambito nazionale - L’azione di Formigoni in ambito nazionale - L’azione di Formigoni a Milano

 

Introduzione

E’ un caso unico in Europa! Un movimento ecclesiale integralista ha in mano una regione, la Lombardia e il suo capoluogo, Milano. Il movimento si chiama Comunione e Liberazione (CL). Il sistema di potere CL - Compagnia delle Opere (CdO) - Formigoni è sempre più “modello nazionale”. Un modello collaudato di capitalismo inquinato che si regge su numerosi conflitti di interesse e sulla “sussidiarietà dei favori” impedendo la separazione tra politica ed economia, condizione indispensabile per una società libera capace di garantire contemporaneamente benessere economico, meritocrazia e maggiori opportunità di lavoro.
Il principio al quale Comunione e Liberazione formalmente si richiama per dare un fondamento giuridico - istituzionale al proprio metodo di governo è quello della sussidiarietà. CL ha individuato in questa pratica di governo lo strumento più efficace e rispondente ai suoi obiettivi di corporativizzazione e confessionalizzazione della società, a partire da quella lombarda, e mediante la sistematica acquisizione e gestione del potere politico, religioso, economico, finanziario.
La sussidiarietà “orizzontale” prevede che i servizi vengano affidati ai c.d. “corpi intermedi” connotando le modalità dell’intervento pubblico tramite un coinvolgimento del privato, che può sostituirsi all'amministrazione. La concezione moderna ed europea è quella di una sussidiarietà orizzontale declinata in senso liberale in grado di mettere i privati in libera concorrenza tra loro al fine di offrire migliori servizi in sostituzione dello Stato centrale e ottenere una contrazione della spesa pubblica. E’ possibile declinare altresì questo metodo di governo seguendo l’impostazione formigoniana, la “sussidiarietà dei favori”, che vede l’aumentare dell’intermediazione e del controllo della politica senza una contrazione della spesa pubblica, un’intermediazione con nuove forme volta al controllo dell’economia sociale e di tutto quel tessuto imprenditoriale che vive grazie alle commesse statali.

 

L’azione di Formigoni in ambito internazionale

I promotori della “sussidiaretà dei favori”, per darle maggiore credibilità a livello internazionale, tentano di nobilitare il loro metodo di governo agganciandolo alla “Big Society” di Cameron. Il tentativo del Primo Ministro del Regno Unito di avviare un percorso liberale di rinascita economica che punti sulla capacità dell’individuo - anche organizzato con altri individui - di produrre crescita, viene così confuso con la sussidiaretà della parastatalizzazione del privato e del primato dei corpi intermedi amici, finanziati da soldi pubblici.
La politica liberale di Cameron nel primo anno del suo governo ha saputo determinare una riduzione della spesa pubblica su scala mai vista in nessuna grande economia, non è esattamente quello che è accaduto negli ultimi vent’anni in Lombardia. Anche Letizia Moratti nella manifestazione elettorale del 17 aprile 2011 ha fatto riferimento alla Big Society declinandola come “la libertà responsabile e la partecipazione attiva di ognuno”.
Anche la priorità che Formigoni dà al controllo di tutte le politiche riguardanti le vetrine internazionali Fiera Milano, il più grande spazio espositivo d'Europa, e Expo 2015 (oltre il 60% dei terreni sui quali sorgerà l’esposizione sono di Fiera Milano), scontrandosi anche con Berlusconi e la Moratti, segnalano il tentativo di guadagnare forza e prestigio oltre la penisola. Gli uomini CL–CdO “invadono” la Fondazione e le società dell’universo Fiera Milano da molti anni. Expo 2015 SpA, che si occupa della gestione dell’esposizione, è per il 40% del ministero dell’Economia, per il 20% della Regione Lombardia, per il 20% del Comune di Milano, per il 10% della Provincia e per il 10% di Confcommercio. La partita delle infrastrutture per Expo 2015 vale almeno 10 miliardi di euro. La Giunta regionale conferirà alla stazione appaltante pubblica di diritto privato, Infrastrutture Lombarde, a controllo ciellino, la gestione delle opere riguardanti l’esposizione: le scelte relative alla definizione delle gare d’appalto e dei vincitori non passeranno in Consiglio regionale.

 

L’azione di Formigoni in ambito nazionale

Il governatore punta sul rafforzamento interno al PDL della sua candidatura alla successione di Berlusconi in chiave anti Tremonti/Lega, certificando la vicinanza ai ministri Alfano - membro dell’Intergruppo per la Sussidiaretà e che alla recente convention della ciellina Rete Italia (“un circuito di amici che, impegnati a vario titolo in politica, guardano con simpatia e desiderio di coinvolgersi nell’azione di Roberto Formigoni”) ha dichiarato che “chi governa bene in Lombardia è capace di governare bene l’Italia (…) ” -, Sacconi, neoclericale, recentemente folgorato dalla sussidiarietà formigoniana, Fitto, Gelmini, Romano e, forse, Frattini. “La nostra rete si sta allargando. Raffaele Fitto, Mariastella Gelmini, Saverio Romano, Maurizio Sacconi erano qui perché si riconoscono nella rete” ha dichiarato il Celeste.
Restando nel PdL, l’alleanza tra Alemanno e Formigoni è una realtà consolidata e rafforza ulteriormente il Governatore nella sua ascesa verso Palazzo Chigi. L’avvicinamento con l’influente sindaco parte da una nuova direttrice d’espansione della Compagnia delle Opere, quella della Capitale dove le imprese iscritte sono 1.500. CdO ha inoltre un seggio in Camera di Commercio e il presidente dell’azienda dei trasporti ATAC, Luigi Legnani (dal gennaio 2010 alle§ Il patto con le cooperative rosse Nel meeting di Rete Italia l’unico rappresentante delle opposizioni invitato è stato Enrico Letta (anche lui membro con Bersani e Realacci dell’Intergruppo per la Sussidiaretà). Formigoni ha di nuovo strizzato l’occhio a quell’universo delle cooperative rosse, da tempo vicino all’azione e all’impostazione ciellina, ben “rappresentato” dal Vice Segretario del PD. Al prossimo Meeting CL di Rimini, il 21 agosto 2011, verrà inaugurata la mostra “150 di Sussidiarietà”. Per l’evento è stato invitato il Presidente Napolitano insieme agli onorevoli Maurizio Lupi e, di nuovo, Enrico Letta.
Vi è un trend in corso da anni che vede l’espansione della presenza della Compagnia delle Opere nel centro sud, regioni “rosse” comprese e, parallelamente, la penetrazione delle cooperative rosse al Nord, Lombardia in primis. Il primato della persona sullo Stato nella sussidiarietà ciellina ha lasciato il posto al primato dei corpi intermedi parastatalizzati, questa strategia di fondo non poteva che sposarsi perfettamente con l’impostazione dell’universo delle coop rosse. La comunanza valoriale con CL è entusiasticamente comunicata al giornalista Ferruccio Pinotti nel meeting del 2009 dal presidente di Coop Italia Vincenzo Tassinari: “Lenostre cooperative e le imprese della CdO si muovono sulla base degli stessi valori. Stiamo creando un’unica grande realtà. Faremo grandi cose insieme” CCC (Consorzio Cooperative Costruzioni) e CNS (Consorzio Nazionale Servizi) partecipano molto spesso per conto delle cooperative associate alle gare di appalto lombarde. Le partite si giocano con la ciellina Compagnia delle Opere con la quale, abbiamo visto, esistono ottimi rapporti. Nel settore costruzioni - fronte rosso - in Lombardia la fanno da padrone le cooperative CMB di Carpi e CMC di Ravenna, mentre in quello dei servizi Manutencoop.
CMB e le imprese vicine a CL si sono divise recentemente la torta più appetitosa, quella del nuovo ospedale Niguarda. Gli uomini del Ministero del Tesoro hanno denunciato un numero impressionante di irregolarità. CMB ha realizzato inoltre il nuovo ospedale “di Circolo” di Varese (guidato dal direttore generale di area CL Bergamaschi), 100 milioni di Euro; gli headquarters milanesi di Pirelli e Sole24Ore (30 milioni); il nuovo Teatro Dal Verme per la Provincia di Milano (7 milioni) e l’inceneritore Silla II a Milano (20 milioni, committente AMSA, di A2A) Manutencoop ha invece nel suo Consiglio di Gestione il ciellino Massimo Ferlini, numero due di CdO nazionale e capo di CdO Milano, ex PCI e oggi uomo ‘ponte’ tra CdO e Coop Rosse. Il presidente della holding è Claudio Levorato con trascorsi tra PCI e Legacoop, e il Consiglio di Sorveglianza è presieduto da Fabio Carpanelli, ex numero uno di CCC (Consorzio Cooperative Costruzioni), soprannominato qualche anno fa “il boss del mattone rosso”. Infine la rossa CMC (Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna) ha vinto recentemente il bando di Fiera Milano (in mano agli uomini CL-CdO) per un importo pari a 165 milioni Euro per dei nuovi padiglioni fieristici del Portello, 3 bandi di Metropolitana Milanese (in mano agli uomini CL-CdO): Metro Milano, Stazione Rho Pero per 61 milioni, tratta Maciachini-Dergano per 26,4 milioni e linea 3 per 80,9 milioni e un bando da SEA (2 uomini CL-CdO nel CdA) per dei lavori a Malpensa per 26 milioni. Il totale corrisponde a 359,3 milioni di euro.
Il 27 gennaio scorso è nata l’Alleanza delle Cooperative Italiane, il coordinamento nazionale tra la rossa Legacoop, la “laica mazziniana” AGCI e la bianca confcooperative (l’azione di Confcooperative “si ricollega ai principi ed alla tradizione della dottrina sociale della Chiesa”), queste ultime due “partner associativi” all’appuntamento annuale della Compagnia delle Opere “Matching” (novembre 2010): “Un unico organismo che avrà la funzione di coordinare l’azione di rappresentanza nei confronti del Governo, del Parlamento, delle istituzioni europee e delle parti sociali (..)” si legge sul sito di Legacoop. Le tre centrali cooperative rappresentano, insieme, un universo di 43.000 imprese centrate sulle persone e fortemente integrate nel territorio, con oltre 1 milione e centomila occupati, 12 milioni di soci, un fatturato complessivo di 127 miliardi.
Ricordando la mutua assistenza tra PD e PdL in merito alla doppia candidatura illegittima di Errani e Formigoni alle ultime elezioni regionali, va precisato che nel 2000 l’Espresso ha scritto che la CdO ha portato voti a Vasco Errani nel nome della sussidiarietà e delle privatizzazioni delle utilities. Inoltre 1 milione di Euro sono stati versati dalla Regione di Vasco Errani alla cooperativa del fratello Giovanni che è indagato per questa vicenda con alcuni funzionari regionali dalla Procura di Bologna dall’agosto 2010.
Il gioco spartitorio con la Lega Prosegue poi il gioco delle parti con la Lega, un gioco di conflitti pubblici e spartizioni private. Il Governatore ha dichiarato che il suo “federalismo non è come quello della Lega perché si basa sulla sussidiaretà e non sul localismo (…)”; il confronto con Bossi prosegue in Parlamento dove alla presidenza della Commissione per l'attuazione del federalismo fiscale siede un altro uomo CL, l’Onorevole Luca Antonini, vicepresidente della ciellina Fondazione per la Sussidiarietà.

La sponda giudiziaria milanese
- Sabato 9 aprile 2011 a Milano ha avuto luogo la ‘Giornata della Sussidiarietà’, appuntamento promosso dalla Compagnia delle Opere che prevede il premio San Bernardo per la sussidiarietà. All’evento sono intervenuti insieme ai leader CL-CdO Vittadini e Ferlini, il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro (nel CdA del Politecnico di Milano, presidente del comitato del premio, presente per il terzo anno consecutivo) e Aurelio Barazzetta (Presidente della Settima Sezione Penale del Tribunale di Milano), autore di una pubblicazione scientifica con l’esperto di federalismo ciellino Luca Antonini, “Multiculturalismo e hard cases”.
La presenza di Livia Pomodoro e del collega Barazzetta in un appuntamento centrale di CL-CdO è certamente inopportuna, ma non sorprendente. “La Pomodoro avrebbe sottoscritto una convenzione con la ciellina Infrastrutture Lombarde per una villetta di 175mq con giardino per un importo determinato sulla base delle tabelle dell’ALER, l’ente che gestisce le case popolari e che per misteriosi motivi si affida a Infrastrutture Lombarde”
Nel 2010 il Tribunale di Milano chiamato a decidere sulla violazione del limite di due mandati consecutivi del Presidente Formigoni assegnò il procedimento ad Alda Vanoni, un giudice che era stata per 18 anni Presidente di una associazione nata nell’ambito di Comunione e Liberazione, associazione finanziata dalla Regione di Formigoni. Il Tribunale diede ragione a Formigoni.
Restando nell’ambito dei rapporti tra magistratura e il blocco CL-CdO-Formigoni, va ricordato che nel novembre 2007, l'Unicost (Unità per la Costituzione), la corrente di centro in magistratura, vince le elezioni dell'ANM (Associazione Nazionale Magistrati) e piazza un suo uomo come presidente, Simone Luerti, membro dei "Memores Domini" di Comunione e Liberazione. Nel maggio 2008 Luerti si dimette a seguito delle polemiche relative all’inchiesta “Why not”.
In RAI - Non va sottovalutata la presenza nel CdA della RAI del ciellino Antonio Verro (nominato nel febbraio del 2009), operazione strumentale a preparare la scalata di Formigoni. Verro era stato implicato nel 2001 nell’inchiesta giudiziaria sulla Cascina San Bernardo di Milano. Dopo che la procura aveva richiesto per lui il rinvio a giudizio, il magistrato Piffer aveva respinto la richiesta
Nella banche - E poi c’è la presenza dei ciellini nelle banche:
• Graziano Tarantini, Vice Presidente Banca Popolare di Milano (il “suo” Presidente Massimo Ponzellini, che è anche presidente del colosso Impregilo ha realizzato Palazzo Lombardia per la ciellina Infrastrutture Lombarde), Commissario Fondazione Cariplo e Presidente Banca di Investimento Akros
• Claudio Artusi, in Unicredit Presidente Consiglio Territorio Milano-Brianza
• Paolo Fumagalli, per anni in CdA di Intesa, ora presidente di Intesa Previdenza,
• Capfin e Intesa Vita - joint venture tra Alleanza e Intesa - e anche nel CdA di Leasint e recentemente di Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (BIIS - Istituto del gruppo IntesaSanpaolo)
• Mario Mauro, parlamentare europeo ciellino presidente di BIIS fino al maggio 2010
• Angelo Abbondio, nel CdA di Fondazione Cariplo, azionista di Intesa, e di Banca
• Popolare di Milano
• Giuseppe Grossi, arrestato nell’ottobre del 2009, fino all’arresto era nel CdA di Credito Bergamasco
• Luigi Roth, già presidente in Banca di Roma è consigliere di amministrazione di
• Cariferrara; dal 2004 al 2007 vice-presidente di Cassa e Prestiti Spa;
I ciellini possono contare infine sull’amico Carlo Fratta Pasini, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Banco Popolare (dal 91’ vice direttore del Sole24ore e, dal 2001 al 2009, vicedirettore vicario del Sole24ore. E’ stato direttore di Radio24 da ottobre 2008 a giugno 2010).
E da evidenziare sono anche gli accordi tra la Compagnia delle Opere e Unicredit, Montepaschi, Intesa e un’altra decina di Istituti. Dell’ottimo rapporto tra banche e Compagnia delle Opere ne è ben a conoscenza la ‘ndrangheta con il suo uomo Ivano Perego a capo - prima di essere arrestato nel 2010 - di una delle maggiori società operanti in regione nel settore del movimento terra. Il Perego,dopo aver partecipato nel 2009 alla Giornata della Sussidiaretà della Compagnia delle Opere, in una intercettazione telefonica dice: “(…) è andata bene… adesso quando viene martedì ci vuole…iscrivere alla Compagnia delle Opere e poi hanno le banche loro…(…) ho detto che ho bisogno di qualche banca, no…non c’è problema ce l’ha il direttore della Compagnia delle Opere…ha detto (…)"

 

L’azione di Formigoni a Milano

Il metodo di governo morattiano ricalca la sussidiarietà dei favori formigoniana, la cessione di servizi e lavori pubblici ai privati amici, assistiti e controllati. Il privato da supportare viene selezionato sulla base della fedeltà alla regia politica e dell’impronta confessionale che può lasciare sulla società milanese e lombarda. Utilizzando gli stessi criteri si nominano centinaia di fedelissimi a governare le imprese partecipate. Si crea una zona grigia e pericolosa dove interessi pubblici e privati si fondono.
A Milano Formigoni è impegnato a mantenere e, se possibile, a rafforzare il primato del suo sistema di affari nei confronti delle altre componenti lottizzatorie, interne al PdL (Berlusconi, Moratti, La Russa, Ex AN, Podestà, Tremonti) e non (Lega), ampliando le aree di connivenza con le Coop rosse. Letizia Moratti ha accettato, nel corso del suo mandato, l’appalto all’universo ciellino – CdO - formigoniano del controllo degli ambiti politico/affaristici più rilevanti rivestendo un ruolo subordinato a questo potere.
L’energia - A2A, gigante dell’energia – gas, carbone, elettricità e rifiuti – controllata dai comuni di Milano e Brescia (55%), con un giro di affari di 6 miliardi di euro, è uno spazio politicoeconomico occupato dai formigoniani dove il ruolo di Letizia Moratti è marginale. Il colosso quotato in borsa, regolato dal diritto privato, ha garantito al Comune di Milano e al Comune di Brescia dividendi nell’ordine di 160 milioni di euro dal bilancio del 2010 (vendendo il 5% della società elettrica svizzera Alpiq), dal 2007 al 2009 sono state utilizzate le riserve di bilancio di A2A per distribuire oltre 500 milioni, la metà andata ai 2 Comuni. Graziano Tarantini,
manager ciellino, guida A2A con il collega di area formigoniana Renato Ravanelli. Il controllo di A2A rappresenta uno dei punti cardine dell’egemonia politico-finanziaria milanese. A2A controlla con il 51% Delmi SpA che è partecipata da Mediobanca, dalla Cassa di Risparmio di Torino e da Banca Popolare di Milano della quale Tarantini è vice presidente. A2A detiene il 43,7% delle azioni della Societa' per l'energia montenegrina (EPCG), nel CdA siede Ravanelli. Del Gruppo A2A fanno parte una quarantina di società (tra le quali AMSA – pulizia e raccolta rifiuti) con una quarantina di CdA. Il Consiglio di Gestione presieduto da Tarantini
designa i vertici delle società del Gruppo.
Tarantini nel luglio 2009 in merito al nucleare ha dichiarato “È una partita che non rappresenta il presente ma nella quale A2A dovrà stare”. Giorgio Zuccoli, numero uno del CdG, sul possibile futuro nucleare ha affermato: «Se ci interessa il nucleare? A me sicuramente, alla società si vedrà».
Il ruolo delle agevolazioni fiscali concesse dallo Stato tra il 1997 e il 1999 per favorire la quotazione in borsa delle aziende municipalizzate, permettendo l’ingresso di capitale privato all’interno delle stesse, fu considerato nel giugno 2002 dalla Commissione Europea equiparabile ad un aiuto di Stato. Per questo AEM e ASM (diventate A2A) sono stata sanzionate con una multa maximilionaria e il governo, recepita la direttiva, ne ha disposto il pagamento. A2A possedeva il 27% di Zincar, fallita qualche anno fa con 20 milioni di euro di debiti: era la prima volta che una società partecipata dal Comune di Milano veniva dichiarata fallita. L’ex
presidente di Zincar, voluto dalla Moratti, Vincenzo Giudice (definito dal suo collega Giannicola Rocca, a quanto risulta dai verbali dell’ultima seduta del consiglio di amministrazione, “una testa di cazzo”), dopo il crack fu collocato alla guida della società Brescia Metro Engineering, una società del gruppo Metropolitane Milanesi, a guida ciellina. Negli ultimi giorni di marzo Gabriele Albertini dopo aver rinunciato a candidarsi a Sindaco, candidatura scomoda per la Moratti, ha accettato la presidenza di Edipower, tra i maggiori produttori italiani di energia elettrica, A2A è azionista di Edipower insieme a Edison (Edison è controllata al 50% da A2A tramite Delmi SpA.). Gli assessori Simini e Cadeo, esclusi dalla lista PdL
sono stati proposti dal Sindaco alla guida di AMSA, controllata da A2A che ha dato parere contrario per incompatibilità. In AMSA l’attuale vicepresidente è Novo Umberto Maerna che è anche vicepresidente della Provincia di Milano nonchè Assessore.
Restando in ambito energia, il Gentiluomo di Sua Santità Luigi Roth, ciellino storico, dal novembre 2005 è Presidente di Terna S.p.A., gruppo che gestisce la rete elettrica nazionale, ha guidato per un decennio la Fondazione Fiera Milano.
Nelle altre imprese partecipate dal Comune - Lanfranco Senn, in quota ciellina, guida l’impresa pubblica “pesante”, MM Metropolitana Milanese, soggetto pubblico di diritto privato che gestisce anche il sistema idrico della città, cui fanno capo tutte le attività di captazione, distribuzione, collettamento dei reflui e depurazione. MM inoltre pianifica, progetta e realizza nuove reti e impianti. MM attraverso la partecipata Metro Engineering si occupa di autostrade (BREBEMI), metropolitane, metro tranvie, linee ferroviarie e gallerie in tutta Italia. Di MM fa parte anche Napoli Metro Engineering. MM funge anche da stazione appaltante. Due sono i consiglieri di amministrazione della corporazione CL – CdO - Formigoni in SEA Società Esercizi Aeroportuali (Malpensa e Linate - ricavi totali 2009 pari a 581ml €), l’Ass.
Regionale alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo e Marco Lionello Pagnoncelli.
I ‘formigonini’ sono presenti anche in EXPO 2015 (Fabio Marazzi, Alberto Mina, Matteo Gatto e Giorgio Vittadini), in ATM Azienda Trasporti Milanesi (Pier Cesare Ramponi) e in SO.GE.MI., mercati agroalimentari (Cesare Pozzoli).
L’urbanistica e l’assessorato al bilancio - Centrale è il ruolo dell’assessorato all’urbanistica del Comune, da tempo occupato dall’articolazione Formigoni-CdO-CL. Preparando la nuova versione del Piano Regolatore, il PGT Piano di Governo del Territorio (introdotto da una legge regionale formigoniana del 2005), il ciellino ‘doc’ Carlo Masseroli ha definito la Milano del futuro con 400 mila nuovi residenti che continuerà a fare la fortuna degli immobiliaristi amici, in primis Salvatore Ligresti. Tutto ciò che si muove attraverso il mercato edilizio della città passa dall’Assessorato all’Urbanistica. Masseroli ha introdotto una deregulation che lascia spazio agli amici liberi di muoversi senza regole, senza un indirizzo preciso e senza un ruolo di vigilanza e controllo dell’assemblea elettiva.
Fra le osservazioni al PGT presentate, come previsto dalla Legge, è significativa quella del Vicario Episcopale che chiede e ottiene il calcolo disgiunto della Slp (Superficie lorda di pavimento) dei servizi esistenti e di progetto. In sostanza, si potranno trasformare i servizi esistenti in case private, uffici e negozi (solo i servizi di proprietà comunale infatti sono confermati). Si certifica dunque il ruolo immobiliare della Chiesa.
Il Piano dei Servizi che fa parte del PGT e che determina il successo dell’universo dei servizi sociali ciellini si apre con una citazione di Don Giussani. Il Comune rinuncia, secondo la sussidiarietà ciellina, ai nuovi servizi che assegnerà ai privati amici, supportandoli e finanziandoli tramite una procedura di accreditamento.
Il sindaco Moratti nelle promesse per il futuro, fatte nell’intervento del 17 aprile, ha certificato il ruolo centrale dell’assessorato di Masseroli dicendo “Milano non può non avere una visione strategica di lungo periodo che ha già nel Piano di Governo del Territorio e attraverso Expo” “recupereremo le aree dismesse, sono tante nella nostra città, attraverso il Piano di Governo del Territorio, valorizzeremo con questa riqualificazione tutte le nostre periferie”. Il sindaco di Milano ha aggiunto: “completeremo le linee della metropolitana grazie anche ai finanziamenti che il Governo Berlusconi ci ha dato e tutto questo lo faremo come abbiamo sempre fatto senza gravare sulle tasche dei cittadini (..)”, insomma, meglio pescare dalle tasse di tutti gli italiani e tranquillizzare gli elettori.
Il settore dell’Urbanistica milanese e dell’Ambiente vede il blocco CL-CdO-Formigoni dominare la scena. Infrastrutture Lombarde ha un ruolo monopolistico nell’appaltare opere e lavori che riguardano la sanità milanese e lombarda oltreché tangenziali, autostrade e il nuovo Palazzo Lombardia. Fiera Milano vede presenti da molti anni gli uomini di Formigoni (di donne manco l’ombra…) in ogni meandro dell’organizzazione del Gruppo. Expo 2015 SpA è partecipata al 20% da Regione Lombardia. Claudio Artusi ha in mano il gigantesco progetto di riqualificazione urbana CityLife, società partecipata da Salvatore Ligresti con il figlio Paolo nel Comitato Esecutivo. La realizzazione del polo ospedaliero che unirà l’Istituto Naz. Tumori, l’Istituto neurologico Besta e
l’ospedale Sacco è demandata al Consorzio Città della Salute presieduto dal Gentiluomo di sua Santità Luigi Roth. Giuseppe Grossi vicino alla Compagnia delle Opere, arrestato nell’ottobre del 2009, è stato AD di Green Holding (Bonifiche e rifiuti). In orbita CL lavora Consta (Costruzioni) di Gioacchino Marabello.
Una poltrona è però sempre mancata al Comune di Milano, l’Assessorato al Bilancio. La materia è sempre stata delegata al Sindaco. Nel 2009 è stato “finalmente” istituito questo assessorato, peraltro molto importante. Sarà stata CL ad ottenerlo? Ebbene sì, il consigliere vicino al Movimento Giacomo Beretta ne ha ottenuto la guida. Le spese maggiori a bilancio nel Comune sono legate, oltre che al capitolo dell’Urbanistica, ai servizi sociali alle persone (mense, asili, assistenza agli anziani). Lo “scontro” per questi capitoli di spesa è tra CL e Caritas, quest’ultima ben “tutelata” dai consiglieri Fanzago e Granelli, entrambi del Partito
Democratico
2500 Euro a seduta -Tra le numerosissime nomine spettanti alla Giunta regionale vi sono anche quelle di presidente, vice-presidente e 4 consiglieri di amministrazione della Fondazione Lombardia per l’Ambiente. Ai sei nominati in tale organismo spettano 1.549 Euro a seduta! In tema di gettoni di presenza ha poi del clamoroso quanto accade nella Fondazione CARIPLO, dove i membri della Commissione Centrale di Beneficenza - tra i quali 3 indicati dalla Regione 3 dal Comune di Milano, e 15 dalle varie province lombarde nonché 1 dall’arcivescovo di Milano – percepiscono un compenso di ben 2500 Euro per ogni riunione della Commissione stessa, oltre rimborso spese ! Considerato che la Commissione decide a quali progetti
assegnare fondi nell’ambito del settore no profit e che i membri sono 40, i benefattori portano a casa dopo una riunione la somma necessaria a finanziare almeno un paio di consistenti iniziative di beneficenza…
Conflitti di interesse e cumuli di cariche, casi emblematici - Graziano Tarantini, Presidente del Consiglio di Sorveglianza in A2A, Vice Presidente Banca Popolare di Milano, Commissario Fondazione Cariplo, Presidente Banca di Investimento Akros, fondatore della CDO a Brescia, partner dello studio associato GFT and Partners di Milano; è stato nel CdA di Finlombarda, di Banca Dexia-Crediop e di CapFin SpA Milano (attività di controllo delle partecipate) e Rappresentante della Santa Sede presso l’Organizzazione mondiale del commercio WTO Ginevra. Ha lavorato nell’ Ufficio legale e sindacale della Confederazione nazionale delle cooperative italiane (centrale delle cooperative “bianche”). Membro del Consiglio Direttivo della Compagnia delle Opere. - Roberto Ravanelli, Direttore Generale Area Corporate e Mercato e membro del Consiglio di Gestione in A2A, nel CdA di Ecodeco SpA (partecipata in minoranza da A2A), in CdA di 10 imprese controllate dal gruppo A2A. - Claudio Artusi, AD di CityLife, Pres.Cons. Territorio MI-Brianza Unicredit, dal 2006 al 2009 AD di Fiera Milano - Paolo Fumagalli, membro del Consiglio Direttivo della Compagnia delle Opere, per anni in CdA di Intesa, ora presidente di Intesa Previdenza, Capfin e Intesa Vita -joint venture tra Alleanza e Intesa - e anche nel CdA di Leasint e di Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (BIIS - istituto del gruppo IntesaSanpaolo) - Luigi Roth, presidente di Terna SpA, gruppo che gestisce la rete elettrica nazionale, presidente del Consorzio Città della Salute che realizzerà l’immenso polo ospedaliero milanese (H Sacco – Istituto Neurologico Besta – Istituto Naz. Tumori), dal 2004 al 2007 vice-presidente di Cassa e Prestiti Spa, già presidente della Fondazione fiera di Milano e della Banca popolare di Roma, è anche consigliere di amministrazione di Pirelli, Avvenire, Cariferrara e dell’Ospedale maggiore di Milano. Roth è anche uomo del Vaticano essendo stato nominato da Papa Ratzinger Gentiluomo di Sua Santità - Aldo Brandirali, consigliere nel Comune di Milano nominato nel CdA di Sacbo, società di gestione di Orio al Serio (partecipata da SEA, Comune di Bergamo, Provincia di Bergamo, Banca Popolare di Bergamo, Camera di commercio di Bergamo,
Credito Bergamasco e Italcementi). - Raffaele Cattaneo, Assessore Regionale alle Infrastrutture, membro del Consiglio di Sorveglianza di Infrastrutture Lombarde e del CdA di SEA (Linate – Malpensa) - Il consigliere comunale Leone Talia, PdL non di area CL, è contemporaneamente direttore settore Provveditorato e economato della Provincia (e Vice Dirigente della Prefettura di Milano).

 

 Valerio Federico

Fonte: http://ilpunto-borsainvestimenti.blogspot.it/2011/06/la-peste-milanese-articolo-di-valerio.html
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