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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
Aurelio Aghemo
Happy Hour?
Incubi prosecchi: una storia
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L’elefantino verde emerse dallo stelo del calice, attraversò il prosecco, scavalcò il bordo del bicchiere e atterrò agilmente sul tavolino del bar scrollandosi come un cagnolino per liberarsi delle gocce del vino.
Quasi immediatamente lo seguì un ippopotamino rosa a pallini fucsia che, appena sul tavolino, ingaggiò una lotta furiosa con l’elefantino verde alla fine riuscì a bloccargli zampe e proboscide con dei campi locali di energia. –
– Mio Dio, mio Dio – esclamò angosciato Giovanni, il portalettere del quartiere – Sono alcolizzato all’ultimo stadio. – Vedo elefanti verdi e ippopotami rosa a pallini fucsia. Oh mio Dio! Non mi sembrava di bere tanto ― gemette terrorizzato.
– Non temere terrestre, non sei alcolizzato – gli disse l’ippopotamino rosa a pallini fucsia alzandosi sulle gambe posteriori mentre si rivolgeva a lui.
– All’ultimo stadio – rantolò Giovanni – lo sento anche parlare.
– Te lo ripeto terrestre, non sei alcolizzato – ribatté l’ippotamino – questa è un’operazione di polizia intergalattica. Sono l’agente speciale Xmyxxwighgl e ho finalmente catturato questo pericoloso furfante ricercato per truffe finanziarie in un centinaio di sistemi. Cercava di fuggire sulla Terra aprendo un varco dimensionale nel bicchiere del tuo prosecco ma sono riuscito a intercettarlo prima che creasse altri danni cercando di venderla ai Demirani.
– … i Demirani?
– Sì, quelli che poi usano i pianeti come discariche.
– Ha .. i Demirani, Giulia, Giulia, Giulia – invocò Giovanni rivolgendosi alla padrona del bar che stava disponendo i bicchieri sugli scaffali del bancone.
– Non ti sente e non ci vede nessuno, terrestre, siamo all’interno di un campo di stasi – e così dicendo afferrò l’elefantino verde e, trascinandolo, si tuffò con un balzo atletico nel prosecco scomparendo nel gambo del calice.
– Giulia, Giulia, Giulia – invocò di nuovo ad alta voce.
– Calmo, che c’è? – gli domandò di rimando la proprietaria.
– Portamene un altro – ordinò indicando il prosecco.
– Ma non l’hai ancora finito – constatò la donna.
– Non importa, portamene un altro.
E che … non aveva nessuna voglia di bere quella sciacquatura di pediluvio di due dannati animali in miniatura della savana galattica.
E poi, se ne era accorto, oh se se ne era accorto, non portavano nemmeno le mutande.
Alcolizzato, forse; pazzo, forse anche, ma igienista … e sì eh …

 

Aurelio Aghemo

Fonte: Storia & Storici
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