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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
Aurelio Aghemo
La nebbia
O la praticità della nonna
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La nebbia sale dal fiume e si insinua nella vie dei quartieri adiacenti. È una nebbia densa, fitta, di quelle che non si vede a 5 metri, che smorza i rumori e ottunde i sensi, adatta per Jack lo Squartatore.
– C’è la nebbia fuori – dice Monica Grinza, operatrice di biblioteca, guardando dalle finestre dell’ufficio distribuzione dei libri – a mia nonna piaceva tanto. Diceva che con la nebbia tutte le cose diventano chiare.
Prima che qualcuno possa rispondere, una richiesta di libri del magazzino esce dalla stampante di servizio.
– Tocca a me – Grinza si alza e si avvia verso i piani del magazzino.
Sente due colleghi che parlano mentre ricollocano i volumi restituiti dai lettori.
– Ti dico che è così. Il paese si chiama Alluvioni Cambiò perché ogni volta che c’è un’alluvione il Po modifica il territorio del comune – discetta di toponomastica e inondazioni, uno dei due.
– Non ci credo neanche un po’ e questo po’ è grande come il fiume – ribatte scettico l’altro.
Chissà se è vero, se è vero che quel paese si chiama così per quel motivo, si domanda Grinza mentre si infila in uno stretto corridoio tra gli scaffali. Trova il libro, lo sostituisce con il segnaposto, si volta per tornare.
Il collega, quello scettico sull’origine del nome del paese, le blocca il passaggio e con voce suadente e sguardo da seduttore da reality le domanda:
– Che si dice quando si incontra un bel ragazzo nei magazzini? – e poi – E brava la Grinza con la maglietta aderente che non fa una grinza – mentre, ridacchiando per la stupenda battuta, allunga una mano e le tocca il seno.
Lo lascia ululante dal dolore, steso a terra che si contorce stringendosi quelli che per lui sono i gioielli di famiglia.
– Il bel ragazzo bisogna trovarlo. A volte però incontri degli animali a cui serve essere educati – commenta.
Aveva ragione la nonna – con la nebbia le cose diventano chiare – con la nebbia capisci che quella pericolosa non è quella fuori, per strada; quella preoccupante è dentro, nel cervello.
E aveva anche ragione quando diceva che sono utili le scarpe con le punte rinforzate. Non saranno belle, però aiutano.
Grazie nonna.

 

Aurelio Aghemo

Fonte: Storia & Storici
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