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Roberto Moro
Anna Vanzan - Recensione
The Dawn of the Arab Uprisings. End of an Old Order?
A cura di Bassam Haddad, Rosie Bsheer e Ziad Abu-Rish
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Primavere arabe, rivoluzioni arabe, rivolte arabe: questi gli appellativi dati ai movimenti civili che dalla fine del 2010 hanno squassato le regioni del sud Mediterraneo. In realtà, quanto sta succedendo nelle regioni costituisce un evento senza precedenti: sono processi ancora in divenire che hanno già scardinato l'immaginario, diffuso in occidente, che ritrae un modo arabo immoto e restio all'innovazione; mentre hanno restituito agli arabi la consapevolezza di essere capaci di produrre cambiamento scendendo in piazza e riappropriandosi dello spazio pubblico.
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Primavere arabe, rivoluzioni arabe, rivolte arabe: questi gli appellativi dati ai movimenti civili che dalla fine del 2010 hanno squassato le regioni del sud Mediterraneo. Poi, mano a mano che in alcuni paesi la violenza si impadroniva delle piazze (Libia, Siria) o i risultati elettorali consegnavano il potere a partiti islamisti (in Tunisia e Egitto), si è cominciato a parlare di “primavere islamiche”, “autunno arabo”, “inverno islamista”, liquidando in modo sprezzante e definitivo i movimenti che serpeggiano in Nord Africa e nel Medio Oriente allargato.

 

In realtà, quanto sta succedendo nelle regioni costituisce un evento senza precedenti: sono processi ancora in divenire che hanno già scardinato l'immaginario, diffuso in occidente, che ritrae un modo arabo immoto e restio all'innovazione; mentre hanno restituito agli arabi la consapevolezza di essere capaci di produrre cambiamento scendendo in piazza e riappropriandosi dello spazio pubblico.
Il presente libro è una scelta antologica di articoli pubblicati dalla rivista on line Jadaliyya , in arabo e inglese, nel corso del 2011. Jadaliyya, pubblicata a cura dell'Arab Studies Institute, un'organizzazione non profit basata a Washington e Beirut che si occupa di aspetti politici, storici, culturali e artistici del mondo arabo, s'avvale dell'apporto di studiosi e attivisti che per lo più vivono e/o operano nelle aree interessate. Gli articoli qui antologizzati, pertanto, rappresentano dei commenti a caldo e spesso vissuti in prima persona su quanto è accaduto nelle piazze arabe e costituiscono le prime testimonianze di momenti rivoluzionari che si sono poi dipanati lungo molteplici traiettorie.
Gli interventi sono raggruppati per area geografica e non trattano solo dei più noti (e commentati dalla stampa internazionale) casi di Tunisia, Egitto, Libia e Siria, ma includono altresì il Bahrein, lo Yemen, la Giordania, il Marocco, l'Iraq e l'Algeria. L'antologia comprende pure i commenti generali sui movimenti espressi da affermati studiosi delle realtà arabe contemporanee, quali Asef Bayat e Rashid Khalidi, i quali contribuiscono al dibattito con analisi nuove e con nuovo linguaggio. Ad esempio, Asef Bayat conia il neologismo “Refo-lution” per definire i movimenti arabi, ovvero, per sottolineare come si tratti di “rivoluzioni che spingono verso le riforme” (p. 31).

 

Seguendo i singoli interventi, si evince come tutti i commentatori siano concordi nell'individuare le cause dei movimenti di ribellione in alcune situazioni comuni a tutti i paesi, quali la dilagante corruzione degli apparati governativi e la mancanza di opportunità per i cittadini. Il fattore demografico (popolazione giovane e priva di prospettive) è un altro elemento comune ai paesi arabi e funge da detonatore per i movimenti di insurrezione. Altro comune denominatore è rappresentato dalla mancata legittimità dei governi precedenti alle rivolte (Tunisia, Egitto, Libia, Yemen) o ancora al potere (Siria, Bahrein). Che il regime si ammanti di una pretesa legittimazione religiosa (Marocco, Arabia Saudita) o ideologica (Ba'ath in Siria), non basta più ai cittadini che sono divenuti consapevoli della loro capacità di rovesciamento. Ciò, tra l'altro, è dimostrato pure dalla piega che stanno prendendo gli eventi in Egitto, dove il Presidente Morsi, pur legittimato dalle urne, deve quotidianamente giustificare il proprio operato e dove le rivolte si susseguono, seppure non dell'imponenza di quella avvenuta il famoso 25 gennaio 2011. Ma oramai gli egiziani (e gli altri) hanno consapevolezza dell'enorme potere della piazza, e non esistano a ricorrervi.
Unito al problema delle legittimazione è anche il ruolo esercitato dalla potenze occidentali, che troppo spesso hanno offerto appoggio ai despoti, volgendo altrove lo sguardo dalla perenne violazione dei diritti più elementari dei loro cittadini/sudditi che questi esercita(va)no, cedendo al ricattato/promessa dei tiranni che giustificavano le proprie misure liberticide quali misure anti terrorismo e si proponevano come indispensabili baluardi contro l'avanzata islamista. Il double standard praticato da Europa e Stati Uniti nei confronti, ad esempio, dell'Arabia Saudita (cui si perdona tutto in quanto prima produttrice di petrolio) o del Bahrein (dove con la scusa di sedare una rivolta che sarebbe istigata da Tehran la monarchia regnante sta massacrando i propri cittadini da oltre due anni), non sfugge agli osservatori arabi, i quali non guardano più a occidente per ispirarsi a pratiche di democrazia e libertà, ma vogliono creare i presupposti di democrazia e libertà all'interno della propria civiltà e cultura.

 

Altro leit motiv che unisce questi interventi è la consapevolezza della diversità dei movimenti all'interno dei singoli paesi, movimenti che, se pur scaturiti dalla stessa preoccupazione e tensione verso democrazia, cittadinanza, benessere, si articolano in modo diversificato a seconda delle esigenze degli attori e del contesto in cui essi agiscono. Il mondo arabo è un ricco mosaico di etnie, identità, religioni, lingue, ideologie e classi sociali diversi, non un'indistinta nebula la cui unica identità sembra essere quella religiosa (islamica) secondo quanto troppo spesso tratteggiato dai media occidentali.
Comunque sarà il futuro di queste rivoluzioni, non ci potrà essere ritorno al passato: questo il messaggio della presente antologia, che si configura come un utilissimo strumento per studiare quanto sta succedendo nel nord Africa e in Medio Oriente.

 

Anna Vazan


Pluto Press, Londra 2012
ISBN 978-0-7453-3324-3

Fonte: Storia & Storici
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