Tag Titolo Abstract Articolo
www.storiaestorici.it
storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
dossier Storia & Storici
Cronologia del governo Monti
Novembre 2011 - Dicembra 2012
immagine
il governo di Mario Monti non ha fatto Storia, ma appartiene alla cronaca del Belpaese al pari degli altri 63 governi della vicenda repubblicana. Le sue date si confondono nella memoria e le declamazioni degli eventi appartengono alla retorica politica della nostra comunicazione tradizionale. Possiamo oggi, nei giorni del suo epilogo, rubricare agevolmente questo governo nella fase di progressivo declino della istituzioni e di quel “sistema paese” che ne genera la lenta, graduale usura: una sorta di transizione infinita e senza meta verso la modernità che dura ormai da secoli e fa la specificità del Belpaese nel suo confronto internazionale. E in questo senso proprio il governo Monti si configura come un vero e proprio “manifesto del declino” nazionale. Proprio per cogliere la fragilità dell’esperienza politica appena conclusa, un richiamo dei singoli eventi che la hanno caratterizzata è opportuno.
***

 

 

cronologia del governo Monti
novembre 2011 – dicembre 2012


Novembre 2011 - la caduta e il "nuovo" inizio

8 novembre - Al secondo tentativo, la Camera dei Deputati approva il rendiconto generale dello Stato con 308 voti favorevoli, che non rappresentano la maggioranza dei deputati (le opposizioni, presenti in aula per garantire il numero legale, non hanno preso parte al voto). In serata, dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quest'ultimo annuncia in un comunicato che il Presidente del Consiglio rimetterà il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della legge di stabilità.


“Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All'incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra. Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera ; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l'urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l'approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea. Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione”.


9 novembre - Mentre lo spread (ITAGER10) tra i tassi sui BTP decennali emessi dal Governo italiano e quelli dei Bund tedeschi aumenta fino a toccare 575 punti base, con i tassi d'interesse superiori al 7%, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nomina il professor Mario Monti senatore a vita. La nomina viene largamente interpretata come un segnale alle forze politiche e ai mercati finanziari internazionali.
12 novembre - La Camera approva i disegni di legge, già approvati dal Senato, contenenti le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2012), il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2012 e il bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014.[32] In serata, il presidente del Consiglio Berlusconi si reca al Quirinale e rassegna le dimissioni.
13 novembre  - Il presidente della Repubblica avvia le consultazioni con i presidenti di Camera e Senato e le forze politiche e in serata affida l'incarico al professor Mario Monti, che accetta come da prassi con riserva e apre la fase di consultazioni con i gruppi parlamentari, le parti sociali, gli enti locali e con lo stesso presidente della Repubblica
16 novembre 2011 - Monti scioglie la riserva e annuncia la lista dei ministri, dichiarando di aver deciso di non includere personalità politiche nella lista, WIKI per non suscitare conflittualità tra i partiti, di opposto orientamento politico, che si sono impegnati a votare la fiducia al nuovo Governo. Il governo Monti presta quindi giuramento nella mani del Capo dello Stato presso il Quirinale.
17 novembre - Il premier Mario Monti si reca al Senato per la discussione del programma di governo e ottiene la fiducia con 281 voti a favore e 25 contrari su 306 votanti, maggioranza mai registrata al Senato in un voto di fiducia a un Governo.
18 novembre - Anche la Camera, dopo la discussione del programma di governo, vota la fiducia, con 556 voti favorevoli e 61 contrari su 617 votanti, maggioranza mai registrata alla Camera in un voto di fiducia a un Governo
24 novembre - A Strasburgo incontro trilaterale tra la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il presidente del Consiglio italiano Mario Monti, per analizzare la situazione dei mercati in Europa.
30 novembre - Sì unanime della Camera in prima lettura al ddl costituzionale contenente il pareggio di bilancio in Costituzione approvato con 464 sì, nessun contrario e 6 astenuti. Il testo era già stato approvato unanimemente dal Senato con 255 sì nessun contrario e 14 astenuti. Il gruppo di Coesione Nazionale annuncia l'astensione dei suoi senatori che in Senato vale come voto contrario.


Dicembre 2011 - l'unanimità: "salvi tutti"

4 dicembre - Viene emanata dal governo, mediante decreto-legge, la manovra fiscale anticrisi, che si articola in tre capitoli: bilancio pubblico, previdenza e sviluppo. La manovra prevede un gettito lordo di circa 30 miliardi di euro in 3 anni. Le maggiori modifiche sono state attuate in campo fiscale.
15 dicembre - Si unanime in seconda lettura Senato al ddl contenente il pareggio di bilancio in Costituzione
16 dicembre - La Camera approva la manovra economica del governo, su cui era stata posta la questione di fiducia: i sì sono stati 402, 75 i no, 22 gli astenuti. Nella circostanza, oltre alla Lega Nord, sono passati all'opposizione anche l'Italia dei Valori (tranne Renato Cambursano che ha dato la sua approvazione), la SVP e Noi Sud. Tra le file del PdL hanno votato in dissenso con il loro partito Alessandra Mussolini e Giorgio Stracquadanio. Non hanno invece votato la manovra del governo, in quanto assenti, 66 deputati del PdL, 10 di FLI, 6 (uno in missione) del PD, uno (un altro in missione) dell'UdC, 10 di Popolo e Territorio e 22 del Gruppo Misto (componente Forza del Sud con 3 deputati presenti su 8, componente Api con 4 deputati presenti su 6, componente Liberali per l'Italia-PLI con 2 deputati su 5, componente Mpa con 2 deputati su 4, componente Fareitalia con 3 su 4, componente PRI con 2 deputati su 3, componente LD con 2 deputati su 3, componente Noi Sud con un deputato su 3, componente Svp con nessun deputato su 2 e Misto, non iscritti a nessuna componente con 2 deputati su 5). L'astensione è stata annunciata dal deputato dell'Union Valdotaine e dal gruppo di Popolo e Territorio che si è diviso con i deputati Francesco Saverio Romano, Vincenzo Taddei e Roberto Marmo a favore della fiducia, Domenico Scilipoti e Andrea Orsini contrari mentre i restanti 9 presenti si sono astenuti.
22 dicembre - Il Senato approva definitivamente la manovra economica del governo, sempre tramite ricorso al voto di fiducia, con 257 voti favorevoli, 41 contrari e nessun astenuto. È approvata la riforma del sistema pensionistico nazionale: la illustra il Ministro Fornero.


Gennaio - febbraio 2012 - progetti e promesse

10 gennaio - Si dimette il primo esponente del governo: il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all'Editoria Carlo Malinconico rassegna le dimissioni dopo soli 42 giorni di mandato in seguito a uno scandalo che lo vedrebbe coinvolto per alcune vacanze che gli sarebbero state pagate nel 2007 e nel 2008 dall'imprenditore Francesco De Vito Piscicelli.
17 gennaio - La Camera approva la prima risoluzione unitaria di maggioranza firmata da Pdl-Pd-Udc-Fli-Api dopo la relazione annuale del Ministro della Giustizia Paola Severino sullo stato della giustizia in Italia. Lo stesso giorno la Lega presenta una mozione di sfiducia individuale al Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera per "manifesta incapacità di creare sviluppo nel nostro paese"[45].
20 gennaio - Viene approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legge contenente misure volte a liberalizzare vari settori economici. Lo stesso giorno, in aggiunta a quelle già conferitegli, vengono assegnate al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Paolo Peluffo le deleghe in materia di editoria, diritto d'autore e attuazione delle relative politiche, deleghe precedentemente attribuite a Carlo Malinconico. Viene inoltre nominata portavoce del Presidente e del Governo la dottoressa Elisabetta Olivi.
25 gennaio - Al Senato il premier Monti riferisce sulla politica europea che il Governo intende adottare a livello comunitario. Viene inoltre approvato un emendamento della Lega (con parere favorevole del Governo) alla mozione di maggioranza unitaria in riferimento alle radici giudaico-cristiane che vede il voto favorevole di PdL-UdC-Fli-Api-Mpa-CN mentre la contrarietà di Pd e IdV. Spazio inoltre alla richiesta di impegno al Governo per la formazione di un'agenzia di rating europea, sull'introduzione della Tobin Tax - si pone anche l'accento sulla necessità di convincere la Gran Bretagna -, la messa a punto di strumenti innovativi di finanziamento allo sviluppo, come gli eurobond. Infine, una sollecitazione a lavorare in Ue per una nuova prospettiva federalista «che superi il metodo troppo intergovernativo oggi dominante».
15 febbraio - Sì definitivo della Camera al ddl Severino sul sovraffolamento delle carceri con 385 sì 105 no e 26 astensioni. Per la prima volta le opposizioni riescono a superare quota 100 deputati grazie ai deputati di partiti della maggioranza che si sono espressi in contrasto con i loro gruppi votando con i deputati della Lega Nord, dell'Italia dei Valori, di Noi Sud e della Svp. Hanno negato il loro sì all'approvazione finale del ddl gli 11 deputati del Pdl, i 6 di Popolo e Territorio e i 2 di Fareitalia che sulla fiducia si erano astenuti aggiungendosi ai loro colleghi che avevano già detto no al Governo.
23 febbraio - Ottava fiducia del Governo alla Camera sul ddl Milleproroghe 2012 con modifiche per l'approvazione definitiva in legge. Il testo è approvato definitavente con 336 si 61 no e 13 astenuti (tutti deputati PdL). Tornano ad accordare la fiducia dopo essersi astenuti nell'ultimo voto Popolo e Territorio e Radicali del Pd facendo incrementare i voti a favore dell'esecutivo.

 

marzo - maggio 2012 - fiducia e fiducie

1 marzo - Passa al Senato con voto di fiducia il DDL sulle liberalizzazioni con 237 si 33 no e 2 astenuti. Tra le misure più importanti il pagamento dell'IMU sulle attività commerciali della Chiesa, la nascita della nuova Autorità di regolazione dei trasporti che si occuperà di metodologie di incentivazione della concorrenza, efficienza produttive e contenimento dei costi, criteri per la fissazione da parte dei soggetti competenti delle tariffe e dei canoni e la separazione tra Eni e Snam Rete Gas. Per protesta contro un emendamento PD che annulla le commissioni bancarie sulle linee di credito l'intero comitato di presidenza dell'Associazione bancaria italiana si dimette.
23 marzo 2012 - Il Consiglio dei Ministri approva “salvo intese” dopo numerosi tavoli di incontro con le parti sociali il disegno di legge contenente la riforma del mercato del lavoro. Tra le novità introdotte ci sono nuovi ammortizzatori sociali, la valorizzazione dell'apprendistato e alcune misure mirate all'occupazione giovanile. Duramente criticata la proposta di modifica dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, che in caso di licenziamento per motivi economici prevedeva per il lavoratore esclusivamente la possibilità di indennizzo, senza possibilità di reintegro. Il 5 aprile il Governo ha annullato la modifica come chiesto espressamente da CGIL, CISL, UGL e dal Partito Democratico.
16 aprile - Il Governo approva il disegno di legge contenente la riforma del catasto, interventi sui rapporti tra fisco e contribuente e la revisione della tassazione in funzione della crescita.
9 maggio - Per evitare l'aumento di 2 punti delle aliquote IVA previsto dal DDL "salva Italia" Monti nomina un commissario che affiancherà il ministro per i rapporti col parlamento Giarda nella revisione della spesa pubblica per reperire 4,2 miliardi del mancato gettito IVA. L'incarico viene affidato a Enrico Bondi, commissario straordinario per il risanamento Parmalat dopo il crac del 2003. Inoltre il Governo nomina l'ex premier Giuliano Amato consulente per la disciplina dei partiti e l'economista e editorialista del Corriere della Sera Francesco Giavazzi consulente per gli aiuti alle imprese.
11 maggio - Il Consiglio dei Ministri approva il DDL sull'editoria..
15 maggio - Si dimette dal Governo il Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia Andrea Zoppini indagato dalla Procura di Verbania per frode fiscale e dichiarazione fraudolenta che avrebbe fornito il suo aiuto ad alcuni imprenditori del novarese per realizzare una frode fiscale a carattere transnazionale. Zoppini è stato il secondo esponente a dimettersi dal Governo dopo l'ex Sottosegretario all'Editoria Carlo Malinconico.
16 maggio - Il Consiglio dei Ministri vara la nuova riforma di riordino della Protezione Civile
23 maggio - Il Consiglio dei Ministri approva il DDL sugli esodati che riguarderebbe secondo i tecnici del Ministero del Lavoro 65 mila persona mentre secondo precedenti stime dell'INPS il numero sarebbe stato pari a 130 mila persone. Il Ministro Fornero ribadisce che nonostante gli sforzi del Governo la copertura non potrà essere per tutti.
24 maggio - Il Consiglio dei Ministri approva il ddl di revisione del Patto di bilancio europeo.
30 maggio - A seguito del terremoto dell'Emilia del 20 e 29 maggio il Consiglio dei Ministri approva il decreto legge che istituisce lo stato di emergenza. Commissario del Governo delegato alla ricostruzione viene nominato Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia-Romagna.

 

Giugno - ottobre 2012 - avanti a fatica

9 giugno - Il Presidente del Consiglio Mario Monti designa i nomi dei nuovi rappresentanti dei vertici Rai proponendo il vice direttore della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola come presidente e l'ex amministratore delegato di Wind Luigi Gubitosi come direttore generale. Inoltre Monti, in qualità di Ministro dell'Economia, designa Marco Pinto come nuovo consigliere RAI in quota ministeriale.
12 giugno - A seguito delle turbolenze sui mercati finanziari che riaccendono l'attacco speculativo nei confronti dell'Italia nonostante la decisione dell'Unione europea di stanziare 100 miliardi di euro per superare la crisi delle banche spagnole, il premier Monti decide di incontrare i tre leader della maggioranza Alfano (PdL), Bersani (Pd) e Casini (UdC) che confermano pieno sostegno al governo ricevendo dal premier l'invito ad accelerare le riforme. A seguito delle polemiche scaturite dalla pubblicazione su alcuni organi di stampa di un rapporto dell'INPS contenente valutazioni relative al numero dei lavoratori esodati dopo la riforma pensionistica del dicembre 2011 difformi da quanto previsto dal decreto di copertura del governo, l'opposizione presenta una mozione di sfiducia individuale nei confronti del Ministro del Lavoro Elsa Fornero.
4 luglio - La mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro Fornero è respinta dal parlamento.
6 luglio - Vengono nominati due nuovi Sottosegretari alla Giustizia: Antonino Gullo e Sabato Malinconico.
11 luglio - Monti lascia l'incarico di Ministro dell'Economia e delle Finanze, che viene assunto da Vittorio Grilli[51], sino a quel momento Viceministro.
31 ottobre - Viene approvato un decreto legge volto a riordinare l'assetto territoriale dello Stato, in particolar modo coinvolgendo le province, che vengono ridotte da 86 a 51 e mutate in ente di secondo livello e le Città metropolitane, che vengono finalmente istituite, a più di dieci anni dalla loro introduzione in Costituzione. La riforma sarà in vigore a decorrere dal 1º gennaio 2014, anche se numerosi ricorsi presso la giustizia amministrativa sono stati presentati da diverse Regioni.

 

Dicembre 2012 - la caduta e fine della legislatura

6 dicembre - Il PdL lascia la maggioranza e si astiene sul voto al Senato del DL Sviluppo e alla Camera del DL sulle spese di regioni ed enti locali.
8 dicembre - In serata, dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, quest'ultimo annuncia in un comunicato che il Presidente del Consiglio rimetterà il mandato al Capo dello Stato dopo l'approvazione della legge di stabilità.
10-15 dicembre - Si aprono le danze sull’orlo del caos
21 dicembre - Conclusosi l'iter parlamentare di approvazione della Legge di stabilità, Monti rassegna le dimissioni da Presidente del Consiglio. Il Governo rimarrà comunque in carica per gli affari correnti fino all'insediamento delle nuove Camere e la nascita del nuovo Governo.
31 dicembre – ultimo appello di Napolitano: lo stato del Belpaese, gli auguri e buona fortuna a tutti.
 

Storia&storici è diretto da Roberto Moro
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact