Tag Titolo Abstract Articolo
www.storiaestorici.it
storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
Giro, girotondo, gira il mondo …
… e tutti giù per terra!
2013 - Scene e racconti del Belpaese
immagine
A osservare la scena del Belpaese, quella di ieri, di oggi e di domani, a seguire i racconti dei media, viene qualche legittima curiosità, qualche momentaneo interrogativo. E la domanda è: a chi mai il Presidente del consiglio dei ministri (che per impropria convenzione chiamiamo “premier”) chiederà la “fiducia” per proseguire nell’azione di governo? A quale possibile maggioranza? Con quale programma di sopravvivenza? E nell’interesse di chi? E infine: esiste ancora quel comune sentire che chiamiamo “politica” o siamo già passati a quello “squadrismo populista” che chiamiamo “antipolitica”?
***

 

C’è stato lo sfaldamento de PD, il disastro del PDL, la paralisi del governo Letta ridotto alla celebrazione dell’IMU come teoria unificata del potere universale, la decadenza del pregiudicato. Mancava solo l’agibilità politica di un pregiudicato eversivo, la decisione della Consulta in tema di legge elettorale e la recita a soggetto sui temi della legittimità, la malinconia del rapporto CENSIS, la vittoria di Renzi alle primarie DEM, l’entrata in scena dei “forconi”, la minaccia di un Aventino dei deputati di Forza Italia e del M5stelle. E la domanda è: a chi mai il Presidente del consiglio dei ministri (si chiama così) chiederà la “fiducia” per proseguire nell’azione di governo? A quale possibile maggioranza? Con quale programma di sopravvivenza? E nell’interesse di chi? E infine: esiste ancora quel comune sentire che chiamiamo “politica” o siamo già passati a quello “squadrismo populista” che chiamiamo “antipolitica”?
Naturalmente gli interrogativi non finiscono qui, ma di qui si può cominciare e andando per ordine.

 

L’agibilità politica di un pregiudicato eversivo

La condanna di Berlusconi e l’approssimarsi della sua effettiva esecuzione (questione di mesi o di anni) è stata il vettore per la nascita di un nuovo movimento politico. Forza Italia è, nei fatti, una novità radicale: le radici storiche del movimento originario affondano in una Italia che non esiste più: l’indignazione suscitata da “mani pulite” della quale gli italiani di oggi hanno perso il ricordo. Il programma del nuovo movimento, se non altro, al merito della trasparenza: si riduce alla lotta per rovesciare il verdetto dei giudici, e al tentativo di costruire un “esercito di Silvio” che faccia da cintura di sicurezza al patrimonio personale dell’interessato. Il progetto politico si confonde con il racconto della “persecuzione” del leader e del suo “martirio” in quanto difensore delle “libertà”. Libertà, persecuzione, martirio: sequenza epica forte e di immediato impatto. A garantirne l’efficacia sono chiamati i club “forza Silvio” (così ribattezzati rispetto ai “forza Italia” della precedente edizione) e l’ “esercito di Silvio”, nuove istituzioni che secondo i sondaggi, potrebbero “portare Forza Italia a superare il M5s e il centrodestra a staccare con ampio margine Pd & co.”. Si punta a raggiungere le 3000 unità disseminate sul territorio. I Club  sono in via di fondazione, gli arruolamenti all’esercito in corso. È una battaglia campale, l’ultima eroica offensiva contro tutto e contro tutti. E … “tutti giù per terra”.

 

La decisione della Consulta in tema di legge elettorale.

Poco importa la logica e la dottrina giuridica che soggiace alla decisione, per altro scontata da mesi, della Corte (le motivazioni devono, del resto, ancora darne conto), l’evento ha suscitato la recita a soggetto di un racconto fantastico e coinvolgente sul tema della “legittimità” di tutte le istituzioni politico-costituzionali in essere: tutte! Parlamento, Presidenza della Repubblica, Governo, la Corte costituzionale stessa. Magistratura, istituzioni politiche centrali, regionali, locali; potere esecutivo, legislativo, giudiziario, sarebbero tutti viziati di illegittimità: il tessuto politico della convivenza nazionale si sarebbe d’incanto dissolto. E … “tutti giù per terra”

 

La malinconia del rapporto CENSIS

A fronte di queste ondate di emozioni collettive, il 47° Rapporto CENSIS sulla “situazione sociale del Paese”, ci azzecca in pieno, come sempre.
“Il crollo atteso da molti non c'è stato. Negli anni della crisi abbiamo avuto il dominio di un solo processo, che ha impegnato ogni soggetto economico e sociale: la sopravvivenza. Quale realtà sociale abbiamo di fronte dopo la sopravvivenza? Oggi siamo una società più «sciapa»: senza fermento, circola troppa accidia, furbizia generalizzata, disabitudine al lavoro, immoralismo diffuso, crescente evasione fiscale, disinteresse per le tematiche di governo del sistema, passiva accettazione della impressiva comunicazione di massa. E siamo «malcontenti», quasi infelici, perché viviamo un grande, inatteso ampliamento delle diseguaglianze sociali”.
Che dire di più? Leggere per credere. E … “tutti giù per terra”.

 

La vittoria di Renzi alla primarie DEM

E questo è, almeno in apparenza, un racconto inedito anche se atteso. Qui il canovaccio prevede la celebrazione dei miti dominanti: cambiamento, innovazione, svolta, rinascita, “largo ai giovani”! Il vaso di Pandora del vecchio partito ideologico mai morto, e divenuto un apparato burocratico intollerabile, si è rotto e ciò dovrebbe dar luogo alla palingenesi: questione di giorni, di ore, di rapidi momenti e lo stile, come i contenuti dell’agire politico cambiano di colore e di tono. Renzi “in due mesi si gioca tutto”: rinnovamento del partito, rilancio del governo, legge elettorale, occupazione, Europa, costi della politica … che altro? Se davvero è la rottamazione del vecchio, allora anche qui la battaglia è campale, contro tutti. Apparati e incrostazioni del passato vengono buttate a mare: si salvi chi può! E … “tutti giù per terra”.

 

L’entrata in scena dei “forconi”

Queste sono forse le prime righe e grida di un racconto ancora tutto da scrivere: il racconto dell’ “ordine pubblico” del Belpaese. Speriamo di non vederlo rappresentato e che non prenda la scena. Intanto però ecco che ricompaiono i “forconi”. Questo spettacolo ha una sua storia: era entrato in scena poco più di un anno fa.
Sicilia, agosto 2012 - “Da ieri molte strade e snodi autostradali della Sicilia sono bloccati da manifestazioni di protesta organizzate dai sindacati degli autotrasportatori e degli agricoltori, sotto la sigla di due neonati movimenti, “Forza d’urto” e “Movimento dei forconi”. I manifestanti hanno bloccato, tra le altre cose, diversi caselli accessi autostradali tra Palermo e Catania e tra Catania e Messina, il porto di Messina, il polo petrolchimico di Priolo, la statale Palermo-Sciacca, la ferrovia tra Palermo e Messina, il porto di Pozzallo. Le proteste sono organizzate “contro la classe dirigente che ancora una volta vuole farci pagare il conto” e “l’ipocrisia dei nostri politici”.
Ma “il movimento dei Forconi, nato in Sicilia nei primi mesi del 2012 con proteste e blocchi contro i rincari dell’Iva e delle tasse, oggi dà vita ad una protesta che per la prima volta invece coinvolge varie parti d’Italia”.
Iatalia, dicembre 2013 – Piemonte: “È partita stamattina la protesta del Movimento dei Forconi in tutta Italia. La città più interessata dalle manifestazioni è Torino, dove due cortei di manifestanti, partiti dal centro, si sono mossi verso le stazioni ferroviarie di Porta Nuova e di Porta Susa. Lì hanno occupato i binari e bloccato il traffico ferroviario”. Bari: “E' partita nella notte anche a Bari la mobilitazione del Movimento dei Forconi. “Fermiamo l'Italia” il nome dato dalla sigla, che in Puglia, come in altre regioni, trova l'appoggio di numerose Associazioni e Comitati locali.Tir fermi in coda sulla tangenziale. La protesta si svolge al momento sulla SS 16, fra l'uscita 11 (Poggiofranco) e l'uscita 12 (Carrassi), in entrambi i sensi di marcia”. Roma: “Questa sera, 8 dicembre, alle ore 22:00, avrà inizio lo sciopero indetto dal Movimento dei Forconi. Ecco la mappa delle manifestazioni e dei presidi previsti, un elenco completo di tutte le città in cui il Movimento dei Forconi farà sentire la propria voce attraverso presidi.
Altre città: “In alcune città il Movimento dei Forconi sarà già presente con manifestazioni dalle 22 dell’8 dicembre, precisamente a Udine, Pordenone, Zoppola Orcenico, ParmaSvincolo Autostrada A1, Napoli Casello Napoli,Caserta, Mazara del Vallo, Santa Ninfa, Castel Vetrano, Ragusa precisamente in Piazza Libertà, aGenova in Piazza De Ferrari e a Milano in Mazzo di Rho e in Piazza San Magno”.
È solo un florilegio, ma il Ministero degli interni “si sta muovendo a diversi livelli per affrontare la difficile giornata di lunedì 9 dicembre 2013, quando ci sarà la coincidenza del fermo dell'autotrasporto coordinato da TrasportoUnito (cui aderiscono anche Aitras, Assiotrat, Assotrasport, Azione nel Trasporto, Movimento Autonomo Autotrasportatori e Sait) e i presidi indetti dal Movimento dei Forconi, insieme con altre sigle autonome. Il traffico è nel caos e tutti sono a piedi. È il caso di dirlo: tutti giù per terra.

 

La minaccia di un Aventino dei deputati di Forza Italia e del M5stelle

Qui il racconto appartiene al tragicomico e prevede azioni drammatiche, colpi di scena, nemesi e deus ex machina.
La trama davvero fantastica è la seguente: il partito rinato di Berlusconi, unico depositario della crociata contro comunisti, giudici e presidenza della Repubblica, si allea con il M5stelle. Prologo: i deputati di entrambi le formazioni si dimettono e rendono impossibile il funzionamento del legislativo e dell’esecutivo. Atto primo: cade il governo, cade la presidenza della Repubblica, si disgrega la maggioranza. Atto secondo: si fanno le lezioni, vince Forza Italia, scompaiono le altre formazioni politiche, tutto il potere ai meat up e ai club “forza Silvio”. Atto terzo: nasce il governo Marina Berlusconi, i giovani vanno al potere, le riforme che prevedono l’uscita dall’Euro vengono proclamate dal balcone di Palazzo Grazioli. E … “tutti giù per terra”.
Ma almeno questo racconto è, lo sappiamo tutti, è a lieto fine: in Italia non si è mai dimesso nessuno e la classe dirigente si tiene ben stretta alle poltrone, alle prebende, alle clientele e alle parentele, e … giro, girotondo, casca il mondo, casca la terra … e tutti giù per terra.

 

Roberto Moro

 

 

 

Fonte: Storia & Storici
Storia&storici è diretto da Roberto Moro
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact