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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
Julian Barbour
La fine del tempo
una rivoluzione prossima ventura
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Questo libro è costruito intorno a tre domande: che cosa è il tempo? cosa è il mutamento? quale è il modello dell’universo? L’unico modo di rispondere a queste domande è partire dai fondamenti della nostre teorie più accreditate per penetrare a fondo nell’architettura della natura. Quale parte gioca il tempo in queste teorie? Siamo in grado di stabilire quale sia lo scenario defintivo per ciò che accade nel mondo?
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[scheda antologica a cura di Matteo Landoni]

 

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il quadro generale – la struttura invisibile e l’arena definitiva – la struttura profonda della relatività generale - meccanica quantistica e cosmologia quantistica – la storia nell’universo atemporale

 

 

Gli oggetti fondamentali

[…] L'idea di fondo alla base delle mie teorie viene dal grande rivale di Newton, Leibniz. Non dobbiamo immaginare il mondo in termini dualistici, come fatto di atomi (oggetti di un certo tipo) che si muovono all'interno di una struttura-contenitore formata dallo spaziotempo (un oggetto di un altro tipo, assai diverso), ma pensare a entità ancor più fondamentali che fondono spazio e materia in un unico oggetto, che è una configurazione - cioè una possibile disposizione - dell'intero universo. Queste configurazioni, che possono avere strutture di inimmaginabile complessità, sono i costituenti fondamentali. Sono in numero infinito, sono diverse istanze di un modo comune di costruzione, e sono per i singoli, differenti istanti di tempo. Visto che molti altri autori hanno parlato di «istanti», e visto che voglio rendere il concetto più preciso per metterlo alla base della mia teoria, li battezzerò qui Adesso [Nows], con la maiuscola. Il mondo è fatto di Adesso.
Spazio e tempo, un tempo palcoscenico del mondo, ora sono superflui. Non c'è nessun contenitore: il mondo non contiene oggetti, è fatto di oggetti, Adesso che - per così dire - navigano nel nulla. La fisica newtoniana, quella di Einstein e la meccanica quantistica si comportano diversamente con gli Adesso, sistemandoli in modo diverso. Inoltre, le regole che governano l'universo come un tutto lasciano delle «impronte» su ciò che vediamo attorno a noi. Queste impronte, che secondo la scienza attuale sono le leggi fondamentali della natura, fanno scorgere solo poche tracce della loro vera origine, e ogni tentativo di comprendere la natura delle cose fatto «incollando» queste varie impronte non può che portare a un quadro sballato, a una Terra piatta portata alle estreme conseguenze. Il mio obiettivo è mostrare come queste tracce locali possano nascere da una realtà più profonda, e come l'assenza di tempo porti poi a una teoria del tempo. Non voglio studiare il tempo, ma mostrare come la natura ne crei l'illusione.
E un compito ambizioso. Come può un universo statico apparire cosi dinamico ? Come si può dire che non esiste il moto, dopo aver visto il rapido frullo di un uccello in volo? Se leggerete il libro fino in fondo, troverete la mia risposta a queste domande. Non dico che si tratti della risposta definitiva: dopo tutto si tratta di scelte, e so che molti colleghi non farebbero le mie. Se tutto fosse chiaro e definito, non vi proporrei qui una teoria del tempo, ma la teoria del tempo. (pagg. 9-10)

 

Possiamo credere veramente all'esistenza di molti mondi?

Le prove a favore sono solide. La storia della scienza indica che in genere i fisici hanno sbagliato quando non hanno creduto ai risultati con-trointuitivi di una buona teoria. Nonostante una forte accettazione intellettuale dell'esistenza di molti mondi, io vivo la mia vita come se fosse unica. Potreste definirmi un «multimondista» che ha qualcosa da farsi perdonare ! In certe occasioni, l'esistenza reale di altri mondi, di altre conseguenze, è molto difficile da accettare. Poco dopo l'inizio della stesura di questo libro, la principessa Diana è stata uccisa e l'Inghilterra - come gran parte del mondo - ne è rimasta profondamente colpita. Guardando la trasmissione in diretta del funerale, mi sono proprio domandato quanto sia possibile prendere sul serio una teoria che suggerisce che in altri mondi la principessa è sopravvissuta all'incidente. La morte appare cosi definitiva.
Tali dubbi potrebbero emergere dallo straordinario potere creativo - qualunque cosa sia - che sta dietro al mondo. Tutto ciò di cui facciamo esperienza in un istante qualsiasi appare sempre immerso in una storia ricca e coerente. E questo che lo fa sembrare unico. Mi sentirei rassicurato se la nebbia blu scovasse veramente soltanto tali storie. Shakespeare scrisse molte opere teatrali, quasi tutte capolavori. Ma neanche l'Amleto è unico: ogni volta i registi tagliano battute diverse e la rap¬presentazione ha sempre qualcosa di nuovo. La varietà non è affatto una brutta cosa: ho assistito con grande piacere a molte rappresentazioni straordinarie dell'Amleto. Secondo l'interpretazione atemporale dei molti istanti, si trattava sempre di mondi diversi ed è questo che rende affascinante la cosmologia quantistica atemporale. Il nostro passato è semplicemente un altro mondo. Questo è il messaggio che sembrano lanciare la meccanica quantistica e la profonda struttura atemporale della relatività generale. Se accettiamo di aver fatto esperienza di questa mattina, stiamo necessariamente considerando altri mondi. Tutti gli istanti di cui abbiamo fatto esperienza sono altri mondi, poiché non sono quello in cui ci troviamo ora. Possiamo dunque negare l'esistenza di mon¬di su cui si concentra come sulle esperienze che ricordiamo ? (pagg. 330)

 

I viaggi nel tempo sono possibili?

Nell'ambito della relatività generale come teoria classica, una specie di viaggio nel tempo è possibile, ma con alcune limitazioni severe. Non possiamo viaggiare nel passato e uccidere i nostri genitori in un momento antecedente al nostro concepimento. Nella cosmologia quantistica, possiamo viaggiare a ritroso in un universo parallelo e là uccidere i nostri genitori prima che ci concepiscano. Ma la parola «noi» per indicare il soggetto va usata con prudenza. La persona che «viaggia» e va in questi altri mondi non è esattamente quella che è ora. Come ha mostrato la discussione sulla molecola di emoglobina, nel nostro corpo si produce sempre un cambiamento prodigioso da un istante all'altro. Il fatto che ogni essere umano abbia una perpetua sensazione di profonda continuità della propria identità personale è davvero notevole. Lo vedo come un'altra manifestazione del potere creativo che dà vita a tutto. Stephen Hawking sospetta da molto che i viaggi nel tempo, anche se sono logicamente possibili, avranno una probabilità molto bassa nella cosmologia quantistica. Anch'io ho questa sensazione. Platonia contiene senz'altro molti Adesso in cui vi sono esseri i cui ricordi dicono loro che hanno viaggiato a ritroso nel tempo. Credo, tuttavia, che questi Adesso abbiano una probabilità molto bassa.
A dir la verità, l'idea dei viaggi nel tempo mi pare noiosa in confronto alla realtà della nostra esistenza normale. Ogni capsula temporale che rappresenta un Adesso di cui abbiamo fatto esperienza riflette innumerevoli altri Adesso disseminati su tutta Platonia, alcuni in maniera molto vivida. In un senso molto reale, i ricordi ci rendono presenti in quello che chiamiamo il passato e le anticipazioni ci danno un assaggio di ciò che chiamiamo futuro. Che bisogno abbiamo di macchine del tempo, quando la nostra stessa esistenza è un po' come essere presenti dappertutto in tutto ciò che può essere? Ha un sapore molto leibniziano. Facciamo tutti parte l'uno dell'altro e ognuno di noi è la totalità delle cose viste dal proprio punto di vista personale. (pagg.335)

 

Julian Barbour

 

 

Julian Barbour

La fine del tempo


Einaudi - Torino 2003

Traduzione di Lorenzo Lilli e Simonetta Frediani

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