Tag Titolo Abstract Articolo
www.storiaestorici.it
storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
Paul Davies
I misteri del tempo
L'universo dopo Einstein
immagine
Da sempre l'uomo è affascinato dal mistero del tempo. I primi scritti sulla natura del tempo rivelano ansia e confusione. Gran parte della filosofia greca ha cercato di attribuire un senso al concetto di eternità in opposizione a quello di transitorietà. La nozione di tempo si trova al centro di tutte le religioni del mondo, ed è stata per secoli fonte di molti conflitti dottrinali. È possibile oggi tracciare una storia del Tempo?
***

[scheda antologica a cura di Andrea Spanu]

 

[audio - video - video correlati]

 

La ricerca dell’eternità - Fuga dal tempo - Mondi ciclici ed eterno ritorno - Il tempo di Newton e l’universo a orologeria - Il tempo di Einstein

 

La ricerca dell’eternità

Nello sconsiderato mondo della moderna società occidentale, dove il tempo è denaro, tutto è soggetto alla tirannia dell'orologio: gli orari degli aerei e dei treni, i programmi televisivi, persino il cucinare. La nostra febbrile esistenza è saldamente incatenata al ritmo del tempo. Siamo schiavi del nostro passato e ostaggi del futuro. Ma è sempre stato così? L'idea che questa soggezione dell'uomo al tempo sia radicata in una sorta di mostruosa illusione, che sia solo un raffinato prodotto della mente umana, corre come un filo rosso attraverso tutta la storia del pensiero, da est a ovest, da nord a sud […]
Nello sforzo che compiamo per trovare un accordo fra la realtà mentale e quella fisica, nulla ci turba di più della questione della natura del tempo. Per secoli l'uomo è stato tormentato dalla paradossale coesistenza di caducità ed eternità. Platone giunse alla conclusione che il mondo mutevole dell'esperienza quotidiana è reale solo a metà, un effimero riflesso della sfera senza tempo di forme pure e perfette che occupano il regno dell'eternità. Il tempo stesso è solo un'imperfetta «immagine in movimento dell'eternità che rimane per sempre incorrotta», ma che noi esseri umani irrimediabilmente rendiamo reale: «L'era e il sarà sono forme generate di tempo, che noi inconsapevolmente riferiamo a torto all'eterna essenza».
La costante tensione fra caducità ed eternità pervade le principali religioni del mondo, e ha scatenato nel corso dei secoli una quantità di accesi e talvolta violenti dibattiti teologici. Dio è nel tempo o fuori di esso? E transeunte o eterno? […]
La convinzione che Dio si trovi completamente al di fuori del tempo entrò a far parte dei principi teorici ufficiali di molti dei primi filosofi cristiani, come Agostino, Boezio e Anselmo, i quali iniziaro¬no una tradizione che prosegue ancora oggi. Come Platone, e Plotino prima di lui, Agostino pone Dio nel regno dell'eternità, «altissimo al di sopra del tempo perché è un presente senza fine». In questa esistenza il tempo non trascorre; piuttosto, Dio percepisce tutti i tempi contemporaneamente: “Gli anni tuoi sono tutti in un punto perché immobili, né quelli che passa¬no sono spinti via dai sopravvenienti, perché non passano [...]. Il tuo oggi è eternità”.

 

Fuga dal tempo

[…] Lo struggente desiderio di fuggire dal tempo non implica raffinate pratiche di meditazione. In molte culture questa «tensione» permea l'esistenza degli individui, pur rimanendo a livello subconscio; è un «terrore della storia», come la definisce l'antropologo Mircea Eliade, che si traduce in una ricerca ossessiva della «terra oltre il tempo». In realtà, questa ricerca è il mito fondatore di quasi tutte le culture dell'umanità. Il profondo bisogno avvertito dall'uomo di dar conto dell'origine delle cose lo porta irresistibilmente indietro, a un tempo prima del tempo, un mitico regno di temporalità senza tempo, un giardino dell'Eden, un paradiso primordiale la cui possente creatività sgorga proprio dalle sue contraddizioni temporali. Sia nel caso di Atena che nasce dalla testa di Zeus sia in quello di Mitra che uccide il Toro incontriamo lo stesso inebriante simbolismo, che indica un regno perfetto ormai perduto, senza tempo, che in qualche modo - paradossalmente in maniera atemporale - si trova in relazione creativa con il mondo vicino di ciò che è transeunte e mortale. […]
Questa paradossale congiunzione viene colta nella sua forma più matura nel concetto del «sognare» degli aborigeni australiani, talvolta indicato come «tempo del sogno eterno». Secondo l'antropologo W.E.H. Stanner: “Un significato centrale del sognare è quello di un tempo sacro, eroico e lontano, quando l'uomo e la natura diventarono ciò che sono; ma né il «tempo» né la «storia» come noi li concepiamo sono compresi in questo significato. Non sono mai riuscito a trovare una parola aborigena per esprimere il concetto astratto di tempo. E il senso della «storia» qui è completamente sconosciuto. Possiamo comprendere compiutamente il sognare solo come un insieme di significati”.


Mondi ciclici ed eterno ritorno

Nelle culture antiche il contatto con l'eternità veniva tenuto vivo attraverso l'introduzione nel mondo del concetto di «ciclicità». Nel suo classico mito dell'eterno ritorno, Mircea Eliade descrive come le società tradizionali generalmente si ribellino contro la nozione storica di tempo, e bramino invece «un periodico ritomo al tempo mitico dell'origine delle cose, al "grande tempo"». Egli sostiene che i simboli e i rituali delle antiche culture rappresentano un tentativo di sfuggire al tempo storico, lineare, «profano», verso un'epoca mitica o sacra, ed è convinto che la sospensione del tempo profano «risponda a una profonda necessità dell'uomo primitivo». Anche Walter Ong, un esperto di simbolismo temporale, trova nella mitologia e nel folklore testimonianze del desiderio di spezzare i legami del tempo: “Il tempo pone all'uomo vari problemi, non ultimo quello della irresistibilità e dell'irreversibilità: l'uomo nel tempo è costretto a muoversi, che lo voglia o no, e non può recuperare alcun momento del passato. Egli viene catturato e condotto avanti a dispetto della sua volontà: tutto ciò, ovviamente, lo spaventa. Il ricorso alle mitologie, che associano gli eventi temporali con l'atemporale, riesce effettivamente a rendere il tempo inoffensivo, alleviando il peso della sua minaccia. Questo volo mitologico lontano dalle ingiurie del tempo può essere in seguito razionalizzato ricorrendo alle varie teorie sulla ciclicità. Di questo argomento, in effetti, i filosofi si sono occupati molto, dall'antichità fino ai giorni nostri”.
Si può cercare un sollievo al tempo storico compiendo riti religiosi, come la ripetizione rituale di frasi o gesti che ricreano simbolicamente gli eventi originari. Il contatto con il tempo sacro spesso viene identificato con la rigenerazione e il rinnovamento. L'antica festa del Nuovo Anno, comune sia alle culture moderne sia a quelle tradizionali, allude alla rigenerazione periodica o alla rinascita della natura. In alcuni casi, rappresenta addirittura una ripetizione dell'evento della creazione, allorché avvenne la mitica transizione dal caos al cosmo.
Il simbolismo sotteso a queste diffuse pratiche popolari nasce dall'antica credenza nella ciclicità temporale. Molti riti annuali del mondo occidentale hanno un'origine pagana che precede il cristianesimo, e tuttavia sono stati per secoli tollerati dalla Chiesa. […]

 

Il tempo di Newton e l’universo a orologeria

La storia racconta che Galileo fu il primo a considerare il tempo come quantità misurabile essenziale nell'attività ordinata del cosmo. Si dice che scoprì la legge fondamentale del pendolo, secondo la quale il periodo è indipendente dall'ampiezza delle oscillazioni, mentre sedeva in chiesa, misurando con il battito del suo polso l'oscillazione di una lampada. Ben presto in Europa doveva farsi largo l'epoca degli orologi di precisione, con artigiani impegnati a disegnare marchingegni via via più precisi per la misurazione del tempo. La richiesta di una sempre maggiore precisione in questa operazione non era motivata da nobili considerazioni scientifiche o filosofiche, bensì da esigenze squisitamente pratiche relative alla navigazione e al commercio: i marinai dovevano conoscere il tempo con esattezza per essere in grado di determinare la longitudine in base alla posizione delle stelle; la scoperta dell'America, per raggiungere la quale erano necessarie molte settimane di viaggio da est a ovest, stimolò lo sviluppo dei cronometri nautici.
La posizione fondamentale occupata dal tempo nelle leggi dell'universo venne svelata completamente solo nella seconda metà del XVII secolo grazie all'opera di Newton. Egli inserì nella premessa del suo lavoro questa famosa definizione: «Il tempo assoluto, vero, matematico, in sé e per sua natura senza relazione ad alcunché di esterno, scorre uniformemente». L'intera costruzione di Newton si basava sull'ipotesi che i corpi materiali si muovano nello spazio seguendo percorsi prevedibili, soggetti a forze che li accelerano, secondo rigorose leggi matematiche. Avendo scoperto quali fossero queste leggi, Newton fu in grado di calcolare il moto della Luna e dei pianeti, così come i percorsi dei proiettili e di altri corpi terrestri. Si trattava di un gigantesco passo avanti nella comprensione del mondo fisico da parte dell'uomo, e dell'inizio della teoria scientifica così come la intendiamo oggi.
Le leggi della meccanica di Newton si dimostrarono così efficaci che molti le ritennero applicabili a qualunque processo fisico nell'universo. Da questa convinzione ebbe origine l'immagine del cosmo come di un gigantesco meccanismo a orologeria, prevedibile in ogni suo dettaglio. L'universo a orologeria custodiva il tempo quale parametro fondamentale di tutte le attività del mondo fisico. Questo tempo assoluto, universale e totalmente fidato era quello che entrava a far parte delle leggi della meccanica, e che veniva fedelmente tenuto dal meccanismo cosmico. Esso conteneva al suo interno la regola della causa e dell'effetto, e simboleggiava l'effettiva razionalità del cosmo. Da esso derivò per il mondo la poderosa immagine di un «Dio orologiaio». […]
Il tempo di Newton è essenzialmente matematico. Partendo dall'idea di un flusso universale del tempo, egli sviluppò la sua «teoria delle flussioni», una branca della matematica oggi meglio conosciuta con il nome di analisi infinitesimale. L'ansia dell'uomo moderno di ottenere una misurazione precisa del tempo può essere ricondotta alla concezione newtoniana del tempo come un flusso continuo rigidamente regolato da leggi matematiche. Dopo Newton, il trascorrere del tempo diventò qualcosa di più del nostro semplice flusso di coscienza; esso cominciò infatti ad avere un ruolo fondamentale nella descrizione del mondo fisico, divenendo un'entità analizzabile con estrema precisione. Newton fece per il tempo quello che i geometri greci avevano fatto per lo spazio: lo nobilitò in una dimensione perfettamente misurabile. Da allora non è più possibile sostenere in maniera convincente che il tempo è un'illusione, una costruzione mentale creata dagli esseri mortali in risposta alla loro incapacità di cogliere l'eternità, dato che oramai il tempo entra in profondità nelle leggi stesse del cosmo, principio fondamentale della realtà fisica. […]

 

Il tempo di Einstein

[…] Tra le altre cose, la concezione newtoniana ci invita a suddividere il tempo - in modo assoluto e universale - in passato, presente e futuro. Dal momento che l'intero universo condivide un tempo comune e un comune «ora», qualunque osservatore in qualunque luogo compreso un omino verde sulla superficie di Marte o anche più lontano, si troverebbe d'accordo con gli altri osservatori nell'individuare gli eventi che appartengono al passato e nel riconoscere che cosa deve ancora accadere. Questa immagine ordinata del tempo, che scandisce una successione di istanti presenti universali, ha rilevanti implicazioni circa la natura della realtà. Infatti, nella visione newtoniana del mondo, solo ciò che accade ora può essere definito davvero reale. In effetti, è questo il modo in cui la gente comune percepisce istintivamente la realtà. Il futuro viene considerato come «non ancora esistente», e forse non ancora deciso, mentre il passato è scivolato via in un ombroso stato di semi-realtà, forse ricordata, ma certamente perduta per sempre. «Agisci, agisci nel vivo presente» scrisse Longfellow, perché è solo lo stato fisico del mondo ora a sembrare concretamente reale.
Questa elementare visione del tempo come qualcosa di rigido e di assoluto, per quanto possa risultare convincente e conforme a cicche suggerisce il buon senso, è però fondamentalmente imperfetta All'inizio del XX secolo, utilizzando il concetto newtoniano di tempo universale si cominciarono a trarre conclusioni assurde e stravaganti riguardo al comportamento dei segnali luminosi e al moto dei corpi materiali. Così, nel volgere di pochi anni, la visione newtoniana del mondo crollò fragorosamente, trascinando con sé la nozione di tempo legata al senso comune. Questa profonda trasformazione, gravida di conseguenze, fu opera principalmente del lavoro di Albert Einstein.
La teoria della relatività di Einstein introduceva nella fisica una nozione di tempo intrinsecamente flessibile. Anche se non arrivò a restaurare le antiche concezioni mistiche del tempo, che lo descrivevano come qualcosa di essenzialmente individuale e soggettivo, essa ancorò saldamente l'esperienza del tempo all'osservatore individuale. Non era più consentito parlare del tempo, ma solo del mio tempo e del tuo tempo, a seconda di come ci stiamo muovendo. Pei usare una frase a effetto: il tempo è relativo.
Benché il tempo di Einstein restasse soggetto ai vincoli delle leggi fisiche e del formalismo matematico, l'effetto psicologico prodotto dall'abolizione di un tempo universale fu drammatico. Nei decenni che seguirono il lavoro iniziale di Einstein, gli scienziati esplorarono sempre più a fondo i misteri del tempo. Tipi diversi di orologi possono misurare diversi tipi di tempo? Esiste un orologio (o una misura del tempo naturale) per l'universo nel suo insieme? C'è stato un inizio del tempo e ci sarà una fine? Che cos'è che imprime al tempo una chiara direzionalità, una asimmetria tra passato e futuro? Da che cosa dipende la sensazione dello scorrere del tempo? È possibile viaggiare nel tempo e, se lo è, come si possono risolvere i paradossi associati a un viaggio nel passato ? Nonostante quasi un secolo di ricerche, molti di questi interrogativi aspettano ancora una risposta soddisfacente: la rivoluzione iniziata da Einstein rimane incompiuta. Siamo ancora in attesa di una totale comprensione della natura del tempo. […]

 

Paul Davies

 

Indice del volume:
Propongo – Una brevissima storia del tempo -. È tempo di cambiare – Deformazioni temporali – I buchi neri: passaggi verso la fine del tempo – L’inizio del tempo. quando fu esattamente ? – il più grande trionfo di Einstein – Il tempo quantistico – Il tempo immaginario – La freccia del tempo – Viaggi nel tempo: realtà o fantasia? Ma che cosa è “ora” ? – Esperimenti con il tempo – La rivoluzione incompiuta.

 

 

Paudl Davies

I misteri del tempo

l’universo dopo Einstein

 


Edizioni Oscar Mondadori

Milano (ultima edizione 2009)

 

video correlati

Albert Einstein, biografia e frasi da ricordare

la relatività

Albert Einstein (7 video)

universi paralleli: la macchina del tempo (6video)

La teoria delle stringhe, teoria del tutto

Storia&storici è diretto da Roberto Moro
questo sito è stato realizzato con il CMS Journalist | About | Contact