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Roberto Moro
saggio - Roberto Moro
La crisi dell'Antico Regime in Francia 1786 - 1788
II capitolo - La crisi istituzionale e finanziaria.
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Nel corso dei secoli XVI e XVII, la Monarchia assoluta aveva tentato di distruggere, assai di rado aveva veramente rinnovato; aveva insomma aggiunto nuove funzioni e nuovi istituti mutilando solo parzialmente il vecchio edificio feudale del paese. Così, accanto all'apparato centralizzato, erano sopravvissute le vestigia delle antiche autonomie regionali e cittadine; ai vecchi organismi amministrativi si erano aggiunti nuovi corpi di funzionari, e questo confuso esercito di burocrati, quasi una nuova classe sociale in seno alla vecchia gerarchia sociale, appariva ormai, alla mentalità razionalistica e critica del nuovo secolo null'altro che un caos solo apparentemente organizzato. La crisi istituzionale e finanziaria sarebbe partita da qui.
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1. Opposizione parlamentare e lotta politica - 2. La monarchia assoluta e lo stato - 3. Deficit e debito pubblico - 4. Gli ultimi ministri

 

Opposizione parlamentare e lotta politica

Nell'ultimo secolo dell'antico regime la vita politica della Francia è dominata da due organismi che costituiscono il tessuto istituzionale del regno: la monarchia assoluta con il suo governo, i suoi ministri e un vasto apparato di funzionari delegati, alla quale compete tutto il potere legislativo ed esecutivo, e i parlamenti, tribunali superiori dotati di una certa autonomia cui competono il potere giudiziario e la tutela dei valori morali del regime. L'assenza di una costituzione scritta, il fenomeno di espansione delle istituzioni, la sedimentazione storica e le alterne vicende della lotta politica avevano tuttavia confuso a tal punto le competenze di questi organismi, l'evoluzione dell'assetto sociale ne aveva così corroso l'individualità e trasformata la struttura da opporre parlamenti e monarchia e renderli diretta pressione di quella tensione sociale che attraverso molte incertezze e ambiguità andava da tempo crescendo e maturava nel ventennio pre-rivoluzionario.
Natura e competenze del Parlamento - Tribunali istituiti per rendere giustizia in nome del re, i parlamenti e primo fra tutti il parlamento di Parigi, nucleo e centro della opposizione al governo, altro non erano alla loro origine (secoli XIV-XV) che organi della monarchia cui spettava di registrare e dare esecuzione ai decreti dell'autorità sovrana, ma col tempo essi avevano conquistato il diritto, o per lo meno imposto la consuetudine, di giudicarli nel merito, suggerirvi modifiche e impugnarne la legittimità respingendoli (droit de remontrance).
A tanto potere e autonomia, una vera e propria « sovranità » secondo l'ideologia parlamentare, si era giunti nel corso dei secoli in forza della trasformazione dello stato feudale in monarchia assoluta. Proprio per condurre la sua lotta contro i signori feudali, la monarchia fin dal XIII secolo aveva costruito un apparato burocratico centralizzato di amministrazione della giusitizia e ne aveva aperto le porte agli uomini del Terzo italo. E siccome l'eminente funzione della magistratura dava titolo di nobiltà, accanto all'aristocrazia di nascita era sorta una nuova aristocrazia di toga che a poco a poco si era insinuata e definitivamente radicata nel regime del privilegio. Poi, bisognosa di danaro e costretta a ricorrere alla vendita di cariche e uffici per impinguare le casse dello stato, la corona aveva progressivamente allargato l'area di questo nuovo strato sociale complicandone la struttura e accrescendo le competenze dell'istituzione fino a perderne il controllo. La confusione tra servizio pubblico e proprietà privata, cui da luogo la venalità degli uffici, aveva infine trasformato la nobiltà di toga in una sorta di corporazione dominata dallo spirito di casta e alla ricerca di poteri sempre più vasti, di una assoluta autonomia, di un attivo ruolo politico. Con la venalità dell'ufficio i magistrati, creditori di uno stato che non avrebbe mai potuto risarcirli, avevano ottenuto l'inamovibilità, poi pagando esclusivo di cooptazione nella compagnie che li aveva allontanati gradualmente dalla loro condizione di origine confondendoli sempre più nei ranghi dell'aristocrazia. Nei secoli XVII e XVIII l'autorità dei circa 2000 magistrati che affollano i parlamenti è immensa. Polizia, legislazione, finanze, assistenza pubblica, istruzione, organizzazione della reggenza, cassazione di testamenti regi, disciplina ecclesiastica, problemi religiosi, interpretazione degli statuti, giustizia civile e penale in ultimo appello, costituzione del regno: non vi è materia che sfugga alla competenza reale o presunta delle corti sovrane che avocano, intervengono, aprono inchieste e su tutto giudicano o almeno sputan sentenze. Ne consegue un prestigio per il magistrato che lo pone al centro della scena sociale e attrae tanto la nobiltà quanto la borghesia che nella professione della magistratura intravede il più efficace strumento di ascesa. Ma nel XVIII secolo i 12 parlamenti di Francia chiudono sistematicamente le porte al Terzo stato. Il fenomeno, già in corso sul finire del XVII secolo, è nel 1770 un fatto compiuto, e ormai per ambire a una carica occorrono quasi ovunque le prove dei 4/4 di nobiltà. L'aristocrazia di toga si confonde così definitivamente con la nobiltà di corte e di spada e ne segue i destini condividendone la lotta politica e il tentativo di operare una restaurazione feudale. Con metodo e tono diverso però. [...]

 

Roberto Moro

 

Il saggio si articola nei seguenti paragrafi:

1. Opposizione parlamentare e lotta politica – 2. La monarchia assoluta e lo stato – 3. Deficit e debito pubblico - Gli ultimi ministri

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Indice del volume

La crisi dell'Antico Regime in Francia 1776-1788

I capitolo. La crisi economica e sociale. - 1776 - Produzione e prezzi - L'assetto sociale - Contraddizioni e crisi - Recessione e reazione. II capitolo. La crisi istituzionale e finanziaria. 1. Opposizione parlamentare e lotta politica - 2. La monarchia assoluta e lo stato - 3. Deficit e debito pubblico - 4. Gli ultimi ministri. - III coapitolo. La rivolta aristocratica. 1. Progetti... – 2. ... e realtà - 3. Nel mondo dell'opposizione – 4. 1788

 

 

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