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storia, storie, narrazioni
Roberto Moro
Dossier Storia & Storici
2011 - cronache del Belpaese - 2012 : alla ricerca della ingovernabilità
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Il Governo Monti (il 130° dall’Unità, il 61° dell’era repubblicana) è caduto rispettando la durata media dei governi: poco più di un anno e un mese. La legislatura XVI si è conclusa. Manca giusto un mese al voto. Lo spettacolo ha inizio e purtroppo siamo in prima fila. 200 liste elettorali, migliaia di candidati in fila, televisione per tutti e prima pagina per i più fortunati: leader vecchi e nuovi, noti e ignoti. C’è posto per tutti. Questa campagna elettorale, forse la più triste della storia repubblicana, ha già fissato il suo tema dominate: i cittadini vogliono pagare le tasse? Al Repubblica deve rimanere in Europa? Sarà possibile celebrare le nozze gay? IMU sì, IMU, no. Redditometro sì o no. Chi a rubato di più? Chi davvero ha fatto pulizia nelle liste? I nomi che circolano sono sempre gli stessi, la teoria unificata del potere che tiene insieme tutta la classe dirigente è consolidata, appartiene alla storia del Belpaese e fa la struttura del suo “sistema”: è la celebrazione della instabilità e della ingovernabilità come ragione di immobilismo e di occupazione del potere. A guardarsi indietro, a fare la cronaca di questo 2012 ci si perde e le date sono già scomparse nell’esperienza e nella memoria. Facciamo un po’ di storia: alcuni ricordi, alcuni frantumi.
Dossier Storia & Storici – giugno 2012
la crisi dell'Antico Regime
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Gli abusi che oggi si tratta di annientare per la salvezza pubblica sono i più consistenti, i più protetti, quelli che hanno le radici più profonde e le più estese diramazioni. Sono questi gli abusi la cui esistenza pesa sulla classe produttiva e laboriosa gli abusi dei privilegi pecuniari, le eccezioni alla legge comune e tante esenzioni ingiuste che liberano una parte dei contribuenti solo aggravando la condizione degli altri: l'ineguaglianza generale nella ripartizione dei sussidi e l'enorme sproporzione che vi è tra i contributi delle varie province e tutti i carichi fiscali dei sudditi di un unico sovrano; il rigore e l'arbitrarietà di percezione della taglia; il timore, i disagi e quasi il disonore inferto al commercio delle produzioni di base;la degradazione delle foreste del re e i vizi della loro amministrazione; infine tutto quanto altera il prodotto, tutto quanto indebolisce le fonti di credito, tutto quanto rende i redditi insufficienti e tutte quelle spese superflue che li assorbono.
Dossier Storia & Storici – maggio 2012
a cura di Antonella Pierangeli
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Dossier Storia & Storici - Pier Paolo Pasolini: visioni e profezie tra presente e futuro – maggio 2012 - guida alla lettrua
Dossier Storia & Storici - Immaginario e azione sociale – aprile 2012
a cura di Attilio Mangano
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Dossier Storia & Storici - Immaginario, politica e azione sociale – aprile 2012 - giuda alla lettura
Dossier Storia & Storici – marzo 2012
Video di presentazione del dossier
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Esiste davvero il rischio che la classe dirigente del Belpaese consegni progressivamente le istituzioni e la gestione del potere alle organizzazioni del malaffare? Come ogni organizzazione statuale l’Italia conosce il fenomeno della corruzione, ma è il suo dilagare, la sua natura strutturale, la sua enfasi che pone problemi di analisi e interpretazione. La democrazia repubblicana, fragile e incompiuta costituzionalmente, sembra aver convissuto da sempre con la corruzione. Le denunce si moltiplicano, i casi di corruzione dominano le cronache di ogni giorno, la visibilità del sistema è a tutti nota e la capacità/compiacenza di convivere con l’illegalità è divenuta costume, tratto della italianità.
Dossier Storia & Storici - febbraio 2012
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testi correlati al dossier
"storia, immaginazione, morale, politica"

 

 

 

 

 

 

 

 

Fernand Barudel - Il senso della storia [intervista]
George Duby  - Esperienza, immaginazione e significato della storiografia [intervista]
Claude Levi Strauss - Tutto un secolo di vita e sguardi della mente [intervista]
Marc Ferro - Qual è la funzione della Storia, ora che siamo nel XXI secolo? [intervista]
Le Goff - Morale e politica alle soglie del XXI secolo [intervista]
Jared Diamond - Collasso: la scomparsa delle civiltà [intervista]
John Lewis Gaddis - Gli orizzonti della storia [scheda antologica]
Sonia Caporossi - La scuola delle Annales [saggio]
Roberto Moro - Storia, storici, identità [saggio]
Pierpaolo Lauria - "global history" [saggio]

 

Fernand Barudel - Il senso della storia
A proposito delle grandi contraddizioni che muovono la storia, una volta mi è stato chiesto se io ritengo che la lotta di classe rappresenti, come credeva Marx, il motore della storia. La mia risposta è che non c’è un motore della storia del mondo. Ci sono tanti motori, tante forze. Tuttavia ci si può domandare se la lotta di classe non sia eterna. Essa scaturisce dall'esistenza di una gerarchia sociale. Jean Paul Sartre sognava una società senza dislivelli, cioè l'eguaglianza di tutti. Io, che sono uno storico, non ho mai incontrato una società simile, anche se mi farebbe molto piacere, sarebbe una scoperta meravigliosa! Ma non esiste una società egualitaria. In ogni società c'è una minoranza che ha nelle sue mani il potere, i privilegi, le belle donne, il denaro, le automobili: in tutti i paesi del mondo le cose vanno così. La lotta di classe esiste da sempre.

 

George Duby - Esperienza, immaginazione e significato della storiografia
Il sogno di una ricostruzione integrale del passato è un'idea del tutto superata. Questa progetto si è rivelato assolutamente impossibile. Da almeno quarant'anni gli storici e i filosofi che riflettono sulla storia hanno stabilito con assoluta certezza che essa non era altro che un'illusione romantica. Oggi riteniamo che si possa scorgere soltanto una piccola parte del passato ed è forse illusorio anche credere di poter pervenire alla verità di poter cogliere i genuini atteggiamenti degli uomini di altri tempi.

 

Claude Levi Strauss - Tutto un secolo di vita e sguardi della mente
«L’ateismo moderno», scrive Lévinas, «non è la negazione di Dio, è l’indifferentismo assoluto di Tristi tropici. Penso che sia il libro più ateo che sia stato scritto nei nostri tempi, il libro più disorientato e disorientante». Alterità ed estraneità, simpatia e delusione si confondono nell’emozione che Levy Strass ha provato per quel prodotto della natura, quell’eterno selvaggio che siamo noi sempre a rischio e sempre fragili nel tentativo di costruire società e culture che nulla hanno di perfetto e che, prigioniere della loro struttura, ben poco hanno di divino. In una intervista del 2005, l’autore di Tristi tropici, ci racconta il disagio della civiltà.

 

Jacques Le Goff - Morale e politica alle soglie del XXI secolo
Quale può essere il contributo specifico di uno storico nel parlare di una storia del XXI secolo, il nostro secolo, e della sua storia ossia di una storia non solo tutta da scrivere, ma ancora tutta da fare? - “Lo storico deve reperire ciò che, a volte, sotto la copertura e la superficie mutevole e brillante degli eventi, esiste come struttura e come fenomeno profondo. D'altra parte, deve essere sensibile ai cambiamenti, perché la storia non è immobile e le società che costituiscono il suo oggetto di studio non sono immutabili. Ecco perché credo che lo storico abbia qualcosa da dire sul modo in cui si annuncia il XXI secolo e possa formulare delle ipotesi illuminate e ragionevoli, sulla base di ciò che sa del passato e del presente, sul modo in cui entreremo nel XXI secolo”.

 

Jared Diamond - Collasso: la scomparsa delle civiltà
Si è dato "il modesto compito di cercare di spiegare il pattern generale della storia umana, su tutti i continenti, per gli ultimi 13.000 anni". Diamond ha ricevuto molta attenzione per aver posto alcune domande basilari. Il suo ultimo libro, "Collasso: come le società scelgono di fallire o di avere successo", esplora le ragioni per cui alcune società decadono, mentre altre sopravvivono per secoli o perfino per millenni. Il libro esplora anche i pericoli a cui è esposta la nostra moderna società globale ed offre alcuni suggerimenti per evitare una catastrofe ambientale prodotta da noi stessi.


Marc Ferro - Qual è la funzione della Storia, ora che siamo nel XXI secolo?
Lo sbaglio che lo storico ha sinora commesso è stato quello di essersi troppo allontanato dai soggetti, dai cittadini, dalla gente, un po’ come i militanti dei partiti politici si stanno allontanando dalla popolazione. I loro discorsi rischiano così di apparire loro incomprensibili e senza legami con le aspirazioni della società. Allo stesso modo esistono dei discorsi storici, dei libri scritti da storici che sono troppo lontani dai bisogni della società, dalle sue richieste e che diventano così articoli puramente scientifici.

 

John Lewis Gaddis - Gli orizzonti della storia
Il grande storico della guerra fredda John L. Gaddis con questo saggio si inserisce nella lunga scia di tutti coloro che si interrogano sulla scientificità della storia, e ne ribalta i termini. Le scienze cosiddette “dure” si fanno oggi sempre più storiche, riscoprendo il tempo con l'evoluzione e alternando al riduzionismo l'approccio ecologico, allineandosi alla storia e al suo metodo che si allontana dalla strada a ritroso percorsa dalle scienze sociali nel tentativo di studiare la società con lo statico metodo scientifico. La realtà è invece dinamica, in continua evoluzione e immersa nel tempo. La storia, prima di altre discipline, ha saputo riconoscere l'impossibilità di conoscere ogni dettaglio della realtà nel tentativo di predire il futuro, ma ha saputo costruire narrazioni che seguono i processi in corso per riconoscerne le strutture nel tempo.

 

Sonia Caporossi - La scuola delle Annales
La metodologia di ricerca delle Annales concepisce la storia non come storia del passato, bensì come scelta, ed ogni scelta presuppone un’ipotesi ed una linea di indagine nel tempo, all’interno della quale bandire l’errore metafisico della “causa unica”; empasse che tuttavia, a discapito di qualsiasi previsione, non fa che riprodursi all’infinito, individuando non più “la causa”, ma “le cause”, ipoteticamente enunciate, di un sistema problematico di eventi da verificare o falsificare. Per questo la storia è soprattutto “storia degli uomini nel tempo”. Ma gli uomini che cosa sono? Ed il tempo, soprattutto, che cosa è?

 

Roberto Moro – Storia, storici, identità
Le pagine che seguono sono un approfondimento delle riflessioni appena abbozzate in occasione di un seminario di studi rivolto ai Dottorandi di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Storia della Società e delle Istituzioni (della Facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Milano). Il tema proposto, e certo non esaurito, era quello dell’identità dello storico nel clima mutato del XXI secolo, un tema imponente per dimensioni, profondità e coinvolgimento, ampiamente dibattuto sul versante della filosofia della storia, della metodologia storica, della storia della storiografia e dell’antropologia storica. Un argomento che pertanto può essere affrontato (e certo non risolto) da una pluralità di approcci disciplinari i quali, pur non consentendo un alto grado di sistematicità e una omogeneità di linguaggio, rinviano subito al significato di ciò che chiamiamo storia e al territorio che la ospita: il tempo storico.

 

Storia & Storici . dossier
Storia, immaginazione, morale, politica

 










 

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